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SAW VI

Locandina del film SAW VI
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SAW VI
(Saw VI, 2009, Canada)

Non si ferma la scia di sangue che lascia Jigsaw, nonostante tutti sappiate che l’enigmista è morto. Ma ha lasciato degli adepti. Aumentando la tensione e le invenzioni in ogni film, la serie di Saw ha coinvolto milioni di spettatori, mettendo a dura prova i loro nervi.


L'agente speciale Strahm (Scott Patterson) è morto, mentre il Detective Hoffman (Costas Mandylor) è diventato l’erede dell'Enigmista (Tobin Bell) senza che ci siano rivali in circolazione. Tuttavia, quando l’FBI si avvicina troppo a Hoffman, lui è costretto a iniziare il gioco svelando in questo modo il diabolico piano dell'Enigmista.

 

Lo storico montatore della serie di Saw Kevin Greutert esordisce alla regia. Come sostiene Greutert: "Arrivando per la prima volta dietro la macchina da presa, volevo assolutamente che Saw VI fosse il viaggio personale di un uomo e ho pensato che l'approccio migliore per raggiungere questo obiettivo fosse di inserire un nuovo personaggio nella serie. Amo tutti gli altri, ma ormai conosciamo bene le loro storie. Inoltre, arrivati a questo punto è difficile sorprendere il pubblico, che è preparatissimo. Io desideravo che la pellicola fosse un viaggio emotivo, in modo che gli spettatori fossero interessati a seguirla come una storia indipendente, piuttosto che chiedersi quale sarà la prossima trappola. Penso che Saw offra il meglio quando parla di una persona che affronta una serie di sfide nella sua vita. E questa è la storia di William”. Il tutto è partito nel 2004 al Sundance Film Festival quando fu presentato il primo della serie e afferma Greutert: “E’ diventato immediatamente un fenomeno culturale perché catturava lo spettatore fin dalla prima inquadratura. Era coraggioso, costruito in maniera brillante e decisamente terrificante”. “Così si è cercato di portare avanti anche con le altre pellicole quello che contraddistingueva la serie Saw da altre franchise horror, la sua importanza a livello morale. I film non volevano soltanto spaventare, ma anche consentire una riflessione su quello che si farebbe per rimanere in vita. Non è una cosa futile a cui pensare, soprattutto nel mondo contemporaneo, sia a livello individuale che come membro della società”. Frequente nella serie il ricorso alla tecnica del flashback che – un po’ come è accaduto con Hannibal Lecter, Le Origini del Male di Peter Webber del 2007 – ci fa scoprire e comprendere l’origine e la genesi della follia omicida di Jigsaw, della costruzione meticolosa dei suoi marchingegni portatori di morte. Intricati come i giochi dell’Enigmista, le pellicole di Saw rivelano le loro contorte trame in maniera graduale. La serie stessa assomiglia a un puzzle più grande, con ogni nuovo film che si collega in qualche modo al precedente. Parafrasando le vittime dell’Enigmista: dove ci troviamo?

VOTO
 

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