questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Un sapore di ruggine e ossa

Locandina del film Un sapore di ruggine e ossa
TRAILER Fermo immagine del trailer
Un sapore di ruggine e ossa
(De Rouille et d'Os, 2012, Francia)

Libero adattamento di un racconto di Craig Davidson

 

Tutto comincia al Nord. Ali si deve occupare di Sam, 5 anni. E’ suo figlio ma lo conosce appena. Senza casa, senza soldi e senza amici, Ali va a stare da sua sorella ad Antibes. Lì all’improvviso va tutto meglio, sua sorella li ospita nel suo garage, si occupa del bambino e c’è sempre il sole. Dopo una rissa in un locale notturno, il destino di Ali si incrocia con quello di Stéphanie. L’accompagna a casa e le lascia il suo numero di telefono. Lui è povero; lei è bella e molto sicura di sé. Una principessa. Sono l’una l’opposto dell’altro. Stéphanie addestra orche in un parco acquatico. Lo spettacolo notturno si trasforma in dramma e una telefonata nel cuore della notte li fa ritrovare. Quando Ali la rivede, la principessa è costretta su una sedia a rotelle: ha perso le gambe e molte illusioni. Ali aiuterà Stéphanie con semplicità, senza compassione, senza pietà. Lei tornerà a vivere.

 

"C’è qualcosa di veramente coinvolgente nella raccolta di racconti Ruggine e Ossa di Craig Davidson: il quadro di un mondo vacillante, all’interno del quale dei percorsi individuali, dei destini semplici, si trovano enfatizzati dal dramma e dagli eventi. Una rappresentazione degli Stati Uniti come un universo razionale dove i corpi lottano per procurarsi un loro spazio, per tentare di stravolgere il destino che gli è stato riservato. Ali e Stéphanie non esistono nei racconti, e la raccolta di Craig Davidson sembra appartenere alla preistoria del progetto, ma la forza e la brutalità del racconto, la volontà che i personaggi vengano sublimati dal dramma e dal melodramma, ne sono il prodotto diretto. Fin dall’inizio del nostro lavoro di adattamento, ci siamo indirizzati verso una forma cinematografica che, in mancanza di una definizione migliore, chiamiamo “espressionista”, nella quale la forza delle immagini si mette al servizio del melodramma. Un’estetica brutale e contrastata. Questa forma ci ha guidato lungo tutta la stesura della sceneggiatura. Da questa forma deriva la storia d’amore che è la vera protagonista del film. Da questa forma prendono vita i nostri personaggi e la loro nobiltà nonostante la violenza del mondo di catastrofe economica in cui vivono". Jacques Audiard e Thomas Bidegain

VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

ULTIME NOTIZIE