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Ridotte capacità lavorative

Locandina del film Ridotte capacità lavorative
Ridotte capacità lavorative
(Ridotte capacità lavorative, 2010, Italia)

Raccontare le vicende della FIAT a Pomigliano con un linguaggio diverso dalla cronaca giornalistica, è stato il punto di partenza. Respirare l’aria di un paese del Mezzogiorno con una sola piazza, tre fontanelle e un polo industriale. Civiltà e cultura contadina prima dell'inizio degli anni '60, poi le case per gli operai dell'Alfa e una nuova toponomastica: Parco Piemonte, via Po, via Torino, via Alfa.

Oggi la Fiat potrebbe andare via. A rischio ci sono 5100 posti di “lavoro bianco” in terra di camorra. Il precedente è una trattativa lacerante che vuole il lavoro vincolato alla soppressione dei diritti conquistati nella storia sindacale italiana. La globalizzazione a Pomigliano mette a dura prova il connubio tra lavoro e dignità. Da un’idea del giornalista e autore napoletano Alessandro Di Rienzo, per la regia di Massimiliano Carboni, RCL ovvero Ridotte Capacità Lavorative è un affresco di un paese a vocazione rurale, che lotta strenuamente per affermare il proprio diritto ad esserci...

Voto a Chaplin: “Tu che con Tempi Moderni hai saputo raccontare la catena di montaggio, mandaci un’ idea buona per raccontare il lavoro in fabbrica oggi”. È una torrida estate a Pomigliano d’Arco e il paese è salito agli onori della cronaca nazionale per il referendum interno dei dipendenti Fiat sulle nuove modalità contrattuali vincolate alla missione produttiva. Una troupe guidata da Paolo Rossi arriva in paese. Obiettivo: girare dei sopralluoghi per un film sulla classe operaia. Quanti i luoghi comuni su questa cittadina del Mezzogiorno. La stazione che immaginano decadente e abbandonata in realtà è moderna e funzionale “sembra l’aeroporto di Francoforte”, le scritte sulle mura dei quartieri non sono operaiste e di lotta ma quasi tutte d’amore. La troupe incontra diverse personalità che aiutano Paolo Rossi, a farsi un’ idea di cosa sia veramente accaduto a Pomigliano con il referendum. Paolo ha finalmente chiaro il film che vuole fare e scrive una lettera al produttore: serve una astronave, Shakira e Nino D’Angelo che interpreta Karl Marx. Da un altro pianeta verranno a liberare la classe operaia di Pomigliano e del mondo. La produzione non può, o forse non vuole, accontentare il regista per l’idea del suo film. E a Rossi non resta che fare un voto a Chaplin…

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