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Quando la notte

Locandina del film Quando la notte
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Quando la notte
(Quando la notte, 2011, Italia)

Tra montagne bellissime quanto ostili due persone con un difficile quanto irrisolto passato alle spalle si incontrano, cercando tra diffidenza e pietà di indagare i propri segreti.

 

È estate, Marina è in montagna con il figlio piccolo, sola di fronte alla propria incapacità di essere la brava madre che dovrebbe, che vorrebbe, essere - una sensazione che si affanna a nascondere alla famiglia e persino a se stessa. Il suo padrone di casa, Manfred, è un montanaro rude e silenzioso, che nasconde con la ruvidezza il trauma di un doppio abbandono: quello della madre e quello della moglie, che gli ha portato via anche i figli. Tra i due, inizialmente, non vi è un buon rapporto, Manfred è convinto che la donna non sia particolarmente premurosa con il piccolo. Ma dopo una gita al rifugio dove vive il fratello dell’uomo con la moglie e una famiglia felice, tra i due scatta una passione devastante… anche se sanno già che arriverà il momento in cui si dovranno separare.

 

Due personaggi, a primo impatto che non hanno nulla in comune, fino a ‘quando una notte’ accade qualcosa che svela una verità dietro l’apparenza, e crea un legame che nel tempo diventa indissolubile. La regista ha spiegato che è stata una doppia sfida ad appassionarla. Per prima quella dell’adattamento, affrontato insieme alla sceneggiatrice Doriana Leondeff. “Mi piace la trasformazione del linguaggio – ha affermato la regista/scrittrice – specie se, come in questo caso, si parte da un libro anticinematografico, costruito su due monologhi interiori. Alla fine il film, molto più del libro, rispetta l’unità di tempo e di luogo, senza flashback che spiegano, con dialoghi scarni e molti silenzi”. L’altra sfida è stata quella dei luoghi e della meteorologia. “Sono state undici settimane di riprese – conclude la Comencini – tra Macugnaga e il Monte Moro. Ma sono stata ben sette mesi in montagna, ho girato col gelo assoluto, visto passare tutte le stagioni. Ai rifugi ci arrivi solo a piedi o in elicottero per cui ho vissuto delle sensazioni veramente strane. Senza questi luoghi e questa esperienza di pre-produzione non ci sarebbe stata quella tensione da thriller della quotidianità che pervade tutta la storia”. Un film complesso, pieno di tematiche. Accanto al rapporto tra Marina e Manfred c’è il tema di una difficile maternità, che ha creato enormi problemi psicologici, di un marito assente e di una moglie che è scappata con i figli proprio come la madre del protagonista fece molti anni prima. Un gioco di specchi e di rimandi, tra vite che stanno precipitando e che si salvano reciprocamente. Un film sulla difficoltà del riconoscersi e, soprattutto, dell’esserci.

 

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