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Il mio nome è Khan

Locandina del film Il mio nome è Khan
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Il mio nome è Khan
(My Name Is Khan, 2010, India)

Un uomo ‘normale’, un viaggio straordinario... per amore. My Name Is Khan è la storia di Rizvan Khan, indiano, che attraversa gli Stati Uniti d’America alla ricerca di Mandira, la donna che ama. Protagonisti le superstar di Bollywood Shah Rukh Khan e Kajol nei ruoli più complessi della loro carriera.

Rizvan Khan, stimato indiano musulmano affetto dalla sindrome di Asperger, è cresciuto con la madre e un fratello geloso. Particolarmente abile nel riparare tutto ciò che è meccanico, Khan, alla morte della madre raggiunge il fratello negli Stati Uniti. Quest’ultimo emigrato da tempo e con una carriera avviata trova un lavoro a Khan come rappresentante di prodotti di cosmetici. Qui l’uomo conosce Mandira Rathore, madre single di un bambino a cui Khan si affeziona e che prenderà il suo cognome. Proprio dal cognome musulmano (Mandira è Hindu) inizieranno i problemi per il ragazzino dopo l'11 settembre 2001. La tragedia è in agguato. Per evitare pericoli o ripercussioni su Mandira e suo figlio, Khan decide d’intraprendere un difficile viaggio attraverso l’America contemporanea, luogo oscuro e complesso quanto il cuore umano. Un viaggio che, inconsapevolmente, si trasforma nel più improbabile atto di sfida, ma anche di pace e compassione da parte di un uomo che con la sua disarmante autenticità riesce a toccare il cuore di tutti coloro che incrocia sul suo cammino. Uno straniero, un personaggio singolare che, in nome della donna che ama, si presenterà al mondo dicendo semplicemente: “Il mio nome è Khan e non sono un terrorista”.

Riuscire a produrre e girare dei film che coniughino la spettacolarità sotto forma di grande mélo con la volontà di affrontare importanti temi della contemporaneità non è sempre impresa facile. Karan Johar ci riesce in pieno e afferma: “Tutto ciò che serve è una coscienza nobile pronta a ricordarti che le semplici verità della vita sono quelle che contano di più. Ciò che è giusto e ciò che è sbagliato non sono nozioni complesse. Sono concetti semplici come l’avvicendarsi della luce e del buio, dell’alba dopo la notte. Tanto semplici che Khan potrebbe apparire anacronistico nel nostro mondo, dominato dalla ricerca prepotente e nevrotica del benessere”.

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