Moonrise Kingdom - Una fuga d’amore
- Regia: Wes Anderson
- Con: Bruce Willis, Bill Murray, Edward Norton, Owen Wilson, Tilda Swinton, Jared Gilman, Kara Hayward
- Distributori: Lucky Red
- Genere: Commedia, Drammatico, Romantico
- Durata: 94'
- Data di uscita: 06-12-2012
Ambientato in un’isola al largo delle coste del New England nell’estate del 1965, Suzy (Kara Hayward) e Sam (Jared Gilman) sono due dodicenni che si innamorano, stringono un patto segreto e fuggono insieme nella foresta. Mentre le autorità li cercano, una violenta tempesta al largo dell’isola sta per scatenarsi, e la pacifica comunità locale verrà messa completamente a soqquadro.
‘Che tipo di uccello sei?’, chiede Sam e Suzy, vestita da corvo per una recita al campo estivo dove si trovano insieme… Wes Anderson ci riporta con Moonrise Kingdom nel suo mondo stralunato e raffinatissimo, affidando questa volta la scena a due adolescenti, che si innamorano, si scrivono lunghe lettere, mettono a punto un piano, una fuga, se ne vanno e il mondo che li circonda, quello degli adulti, va in tilt. Amore, libertà e ribellione. Film di apertura del Festival di Cannes di quest’anno, Moonrise Kingdom ha per protagonisti una giovanissima coppia di esordienti ovvero Jared Gilman e Kara Hayward che ci offrono un magnifico e nostalgico – tutti abbiamo la memoria di almeno una grande, indimenticabile, avventura estiva – ritratto di quella diversità che l’avere dodici anni porta con sé. Il tutto narrato con quel tratto leggero ed elegante che Anderson ha messo in ogni film, dove nulla è lasciato al caso, ad iniziare dall’abbigliamento, gli accessori, i colori, l’ambientazione e, in questo film in particolare, la musica. Bob Balaban è il narratore, e oltre i due ragazzini, ci sono habitué come Jason Schwartzman e Bill Murray (il padre di Suzy) e grandi new entry come Bruce Willis (poliziotto), Edward Norton (Capo Scout), Frances McDormand (madre di Suzy) e Tilda Swinton (Servizi Sociali). Un puzzle perfetto dove ognuno ha il suo ruolo visto che la famiglia di Suzy è apparentemente perfetta con padre, madre e fratelli mentre Sam è orfano e quindi sotto la tutela dei servizi sociali. Per poi scoprire che la famiglia è piena di tresche extra-coniugali e chi si dovrebbe occupare di Sam pensa ad altro. Come possono due esseri così simili nelle loro solitudini a non innamorarsi? E come possiamo noi adulti non interrogarci su quanto siamo ancora in grado di emozionarci per un bacio e di provare amore al di fuori di ogni condizionamento?"
Non lasciate la sala prima dei titoli di coda dove l’indie/intellettuale regista fa entrare in scena un personaggio che non c’è: il compositore Benjamin Britten, con una delle sue opere più note: Young Person's Guide to the Orchestra, dove il musicista crea variazioni individuali per ognuno degli strumenti dell'orchestra, per riunirli per una fuga, prima di riprendere il tema e concludere l'opera. Che ha dichiaratamente ispirato Wes Anderson per il suo film, cuin fa da contrappunto. Una fuga d’amore e parallelamente una ‘fuga’ musicale.
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