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L’arte di vincere

Locandina del film L’arte di vincere
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L’arte di vincere
(Moneyball, 2011, Usa)

Qual’è il tuo vero valore? L’arte di vincere è la vera storia di una squadra di baseball data per spacciata ma, soprattutto, una magnifica metafora sulla vita di chi da sempre è considerato perdente... e, invece, non lo è!

 

Billy Beane (Brad Pitt) è un ex-giocatore di baseball che ora allena l’Oakland Athletics. Quando era piccolo i talent scout, lavoro che lui svolge attualmente, gli avevano promesso un futuro radioso, da campione. Non è andata proprio in questo modo. Beane era un bravo giocatore ma è ancora meglio come allenatore. Si sa che nel mondo dello sport per avere dei campioni servono soldi. E l’Oakland Athletics non ne ha moltissimi. Beane, insieme ad un giovane contabile, riuscirà ad escogitare un metodo per acquistare giocatori che non sono valutati sul mercato e farli diventare dei numero uno. E il piano riesce, tanto che per la prima volta la sua squadra vincerà il campionato e questo grazie alla testardaggine di Beane che non si lascerà mai abbattere da chi gli sta intorno e non crede in lui.

 

Tratto dal romanzo Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game di Michael Lewis, L’arte di vincere è basato sulla storia vera di Billy Beane. Diretto da Bennett Miller con sceneggiatura di Steven Zaillian (Millennium – Uomini che odiano le donne) e Aaron Sorkin (The Social Network), interpretato e prodotto da Brad Pitt, L’arte di vincere è molto di più di una storia sul baseball, si tratta di un classico della cinematografia sportiva, una ‘underdog story’, come si usa dire a Hollywood: la storia di un perdente che con un’idea fuori dal comune e lavorando sodo ottiene comunque il successo. Brad Pitt che non ama particolarmente il baseball è rimasto affascinato dal libro – che girava da parecchio tempo sulle scrivanie di alcuni produttori hollywoodiani – e ha deciso di dare vita a questo progetto. “Non ci capisco nulla di baseball – ha affermato la star – sono un grande sportivo ma preferisco altre discipline ma l’importante è che questo è il racconto di come in un momento di difficoltà si sia costretti a reinventare se stessi e di come la gente valuti il successo e il fallimento. Questa è anche la garanzia che chi, come me, non sa nulla di baseball troverà estremamente interessante Moneyball”. “Amo questo film – ha continuato Pitt – perché è una storia vera, quella di un giocatore e della sua squadra che devono fare i conti con i budget miliardari di altri team. E questo è il punto della vicenda: quando ti rendi conto di non giocare una partita alla pari, così inizi a sfruttare le risorse che hai per stare al passo con gli altri. Questa è una magnifica metafora della vita, succede sempre, tutti i giorni. Quello che noi consideriamo inutile o poco importante può diventare indispensabile per altri che non hanno niente. Con il lavoro che faccio ho incontrato moltissimi giovani di talento che non hanno avuto la loro opportunità perché non avevano le conoscenze giuste. Oggi però sono più ottimista, come avviene nel film, dove grazie al personaggio interpretato da Jonah Hill, il mio Billy riesce a trovare una soluzione... Attualmente attraverso le nuove tecnologie molti artisti riescono a farsi conoscere ugualmente, l’industria è diventata più globale e permette l’emergere di nuove persone”. Moneyball che è stato presentato al Festival di Toronto, lo scorso settembre, ha ottenuto un’ottima accoglienza sia da parte della critica americana che dal pubblico. “Ne sono veramente orgoglioso – conclude Pitt – è un film al quale tengo moltissimo e che mi auguro possa far capire che il valore di ognuno di noi non ha nulla che vedere con il denaro”.

Candidato Miglior Film
Candidato Miglior Attore
Candidato Miglior Attore non protagonista
Candidato Miglior Sceneggiatura non originale

Candidato Miglior Montaggio

Miglior sonoro

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