Caricamento pagina in corso...

Midnight in Paris

Locandina del film Midnight in Paris
TRAILER Fermo immagine del trailer
Midnight in Paris
(Midnight in Paris, 2011, Spagna, Usa)

Un viaggio nel tempo, una fiaba, un racconto magnifico e una realtà scomoda. Midnight in Paris è un gioiello dove i sogni si concretizzano grazie al potere della fantasia ma anche alla volontà del protagonista. Un film dal quale si esce più leggeri ma anche più concretamente illuminati.

 

Gil (Owen Wilson) e la fidanzata Inez (Rachel McAdams) sono in vacanza a Parigi al seguito dei genitori di lei, John (Kurt Fuller) e Helen (Mimi Kennedy). John, un uomo d’affari molto conservatore si trova in Francia per concludere una trattativa di altissimo livello e non prova neanche a dissimulare l’assoluto disprezzo che nutre nei confronti di Gil, che ai suoi occhi è un ometto insignificante e inaffidabile, sicuramente indegno di sua figlia. Gil è uno sceneggiatore di Hollywood che da giovane aspirava a diventare un autore serio e adorava i grandi scrittori americani quali Hemingway e Fitzgerald dei quali avrebbe voluto seguire le orme. Ma ad un certo punto, Gil si è perso per strada, ha scoperto di avere talento come sceneggiatore e ha optato per un lavoro di routine molto ben remunerato che non lo soddisfa e che gli assicura un’agiatezza nella quale si sente un po’ a disagio. Ad un certo punto Gil si sente un po’ come il protagonista di quella famosa barzelletta che gira a Hollywood: “Mi sono sdraiato a bordo piscina... e quando mi sono alzato erano passati dieci anni”. A Parigi i sogni e le aspirazioni di Gil ritornano fuori più vive che mai e l’ossessione dell’uomo verso il romanzo che vorrebbe scrivere e – che lo distrae dalla più lucrativa professione di sceneggiatore cinematografico - non fa che peggiorare la situazione, almeno agli occhi di fidanzata e dei suoi genitori. Fino a quando grazie alla magia che è riservata solo ai puri di cuore, Gil mentre gira di notte per Parigi, inizia ad incontrare tutti quei personaggi che per lui rappresentano il senso di un’esistenza degna di tale nome. E l’uomo viene catapultato negli anni ’20 entrando in relazione con le migliori menti di quell’epoca...

 

Woody Allen lo promise diversi anni fa. “Prima o poi dedicherò un intero film a Parigi”. Promessa mantenuta e al meglio, visto che Midnight in Paris, è indubbiamente uno dei migliori film del regista newyorkese degli ultimi anni. Oltre ad avere avuto uno straordinario successo di pubblico e critica, il film è stato il miglior incasso Usa di Woody degli ultimi venticinque anni. Presentato all’ultimo Festival di Cannes, in apertura, la pellicola è una prismatica cartolina della ‘Ville Lumière” ma anche un luogo in bilico fra sogno e realtà in cui ritrovare un Allen al top della forma come non accadeva da anni. Midinight in Paris è un film denso raccontato attraverso una serie di gag e battute a raffica che diventano una vera lezione di vita. Dicevamo Parigi, Allen ha confessato di essersi innamorato della Capitale Francese ai tempi di Ciao Pussycat, suo debutto come sceneggiatore e attore cinematografico e di avere pensato di lasciare New York per trasfersi per un po’ di tempo nella città. “Poi ci ho ripensato e non l’ho fatto – ha affermato il regista – e ancora me ne pento. Naturalmente tifo New York perché sono nato e cresciuto lì osserva ma se non vivessi a New York, Parigi sarebbe la mia città d’adozione. Ci ho girato alcune scene di Tutti dicono I Love You ma è solo con Midnight in Paris che credo di avergli reso l’omaggio che merita”.

 

Parigi è il magnifico e fondamentale sfondo per fare uscire il suo protagonista, Gil, magistralmente interpretato da Owen Wilson. Gil ha un’anima da bohémien, vorrebbe fare lo scrittore, e vivere in un mansarda circondato da libri, quadri, musica e poesia. Ma la sua realtà è totalmente diversa. E’ fidanzato con una ragazza ricca e molto americana che non capisce assolutamente queste sue ‘fantasie’. E, qui vediamo la maestria di Allen che, come fece per La Rosa Purpurea del Cairo, non mette in scena un suo alter ego ma un uomo che sogna un’altra vita, quella della Parigi degli anni ’20, e allo scoccare della mezzanotte viene risucchiato in un flusso temporale che lo porta ad incontrare geni come Scott Fitzgerald e sua moglie Zelda, Ernest Hemingway, Gertrude Stein, Pablo Picasso, Salvador Dalì, Man Ray, Luis Buñuel. Con loro beve, discute, impara, va nei club, balla, ride, vive... Ma, altro colpo di genio di Allen, a differenza di altre volte qui i sogni, la fantasia non rimangono speranza o rifugio. Diventano il vero motore per fare capire a Gil che la vita che sta vivendo non è quella che vuole, e che tra il presente e il passato, ci sarà un futuro diverso. Nel suo film, il regista fa dire a Gertrude Stein che l'artista non è colui che fugge, ma colui che con la sua opera cerca di dare senso e speranza di fronte all'insensatezza dell'esistenza. E questo è quello che ha fatto Allen con Midnight in Paris. Tutto questo e molto altro fanno di questa pellicola un’esperienza imperdibile, ogni spettatore, può giocare con la fantasia e pensare a chi vorrebbe incontrare, con chi vorrebbe parlare e scambiare opinioni sull’universo, se avesse la possibilità di tornare indietro nel tempo. Ma non per un’operazione nostalgia, al contrario, per ritornare al presente più forti e sicuri di chi si è realmente.

 

Al Festival di Cannes, Allen ha affermato: “Midnight in Paris nasce da due ragioni in particolare, girare una storia che celebrasse Parigi, infatti la prima cosa a cui ho pensato è il titolo, e poi inserirci una vicenda che contenesse elementi magici. I viaggi nel tempo affascinano tutti, non vi è persona al mondo che non ci ha mai pensato o non ne ha mai parlato anche se, personalmente, non cambierei il mio presente con nulla. Pensare di andare dal dentista e non avere l’anestesia mi fa perdere ogni romanticismo. Comunque sono temi che mi hanno sempre affascinato. Da ragazzino ero un discreto illusionista: conoscevo molti trucchi ed ero attratto da qualunque cosa avesse a che fare con la magia. Forse perché speravo che ci fosse magia nel mondo: l’ho sempre cercata, ma non l’ho mai trovata. Sarebbe bello se qualcosa di magico potesse salvarci. Ma questo qualcosa non esiste”. “Inoltre – conclude Allen – come il protagonista è forgiato dai talenti che incontra, io sono cresciuto con il cinema europeo. E, se da ragazzino sognavo di andare a vivere a Hollywood, molto presto ho capito che non ci volevo andare. Che quella vita non sarebbe stata la risposta a niente. La mia era una sciocca illusione infantile”.

Candidato Miglior Film
Candidato Miglior Regia
Candidato Migliori Scenografie
Candidato Miglior Sceneggiatura
VOTO
 

2 COMMENTI

  • Image User
    martalari
    il 07/12/2011
    alle 11:35

    Midnight in Paris

    Midnight in Paris per chi ama l’arte, la letteratura, Parigi e LE FRECCIATINE DI ALLEN

  • Image User
    Lisa
    il 02/04/2012
    alle 0:28

    Midnight in Paris

    Ma credo che Allen ami di più NY, solo che mi ha scippato l’idea e non poteva incontrare gli artisti a NY: sarebbe stato troppo evidente! Allora ha invertito il viaggio. Il mio era Parigi-NY, il suo è diventato NY-Parigi. In più ha banalizzato una bellissima idea, la mia. Ma non finisce qui.

SCRIVI UN COMMENTO

  • Image User
    Non risulti attualmente loggato!
    Non è più; possibile lasciare commenti.

NOTIZIE CORRELATE

ULTIME NOTIZIE