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Margin Call

Locandina del film Margin Call
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Margin Call
(Margin Call, 2011, Usa)

New York, 2008. La crisi finanziaria che coinvolgerà tutto il mondo sta iniziando. Otto dirigenti di una grande banca si ritrovano in 24 ore a dovere decidere il futuro di milioni di persone. Cominciando dal loro!

 

Dagli ultimi piani di un grattacielo di Wall Street, un pugno di banchieri, speculatori e analisti guardano la notte su Manhattan. Sono i testimoni di quelle che loro, e solo loro, sanno essere le ultime ore di un’era. Quando sorgerà il sole e si riapriranno le contrattazioni, il mondo piomberà in una crisi finanziaria epocale… una crisi che solo loro vedono arrivare e che hanno contribuito a creare. Eric Dale (Tucci), uno dei capi settore di questa multinazionale del credito finanziario, viene licenziato in tronco. Ha solo pochissimo tempo per prendere i suoi effetti personali ed andarsene. Fa in tempo però a consegnare una chiavetta di computer al giovane analista Peter Sullivan (Quinto) dicendogli di fare attenzione. Peter, dopo che i suoi compagni di lavoro sono usciti, scopre che i dati che emergono dai file di Eric dicono che la banca, appoggiandosi su azioni virtuali, ha le ore contate. Sullivan mette in allarme le alte sfere e si convoca nella notte una riunione di emergenza. Bisogna decidere in tempi rapidissimi il da farsi o il crollo dell'Istituto sarà verticale. Le scelte da compiere dovranno fare, o non fare, i conti con l’etica... In simili circostanze, come riuscire a convivere con se stessi?

 

L’esordio nella regia di J.C. Chandor è stato di quelli che non si dimenticano. Margin Call, oltre a mostrare una regia nervosa, instancabile, che non molla mai lo straordinario cast che ha a disposizione, riesce anche ad essere una storia molto coinvolgente in un mondo di squali. “Ho scritto e diretto Margin Callha affermato il regista – sulle basi di quello che ha vissuto mio padre che ha lavorato per quasi 40 anni per Merrill Lynch. Risalendo all’inizio di questa crisi finanziaria disastrosa, in una America che vedeva contrapposti Obama e McCain, la verità che saltava agli occhi era al contempo toccante e sconvolgente - gli uomini e le donne che hanno creato l’attuale disastro economico sono persone comuni che, malgrado la loro abilità, intelligenza e spesso compensi sorprendenti, sono state vittime della loro stessa negligenza, della loro miopia e dell’ordine sbagliato delle priorità. Wall Street può essere senza anima, ma non tutte le persone che vi lavorano. Margin Call è la storia di queste anime, diverse, e della loro notte più lunga, più cupa, quando sono costrette a fissare l’abisso di cui sono responsabili”. Non c’è da sorprendersi che la sceneggiatura di Margin Call sia stata nella black list di Hollywood per lungo tempo. Il film, girato nell’arco di una notte fino all’alba del giorno dopo, affonda su dialoghi taglienti, arguti e pieni di ritmo che fotografa un fatto di cronaca contemporaneo senza alcun filtro buonista. Più che mai per questo tipo di cinema servivano attori di calibro e il giovane Chandor ha avuto a disposizione il meglio per fare esplodere la ‘bomba’. Da Stanley Tucci a Zachary Quinto che ha anche prodotto il film, ad un superbo Kevin Spacey nei panni di un imbolsito dirigente fino a Jeremy Irons, Demi Moore e Paul Bettany. Dosando egregiamente tragedia e humour, Margin Call, riesce a tenere incollato lo spettatore a dialoghi, a volte surreali, purtroppo reali, dove alti dirigenti giocano col denaro e con le vite dei loro investitori unicamente in nome dell'avidità.

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