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Mani in terra

Locandina del film Mani in terra
Mani in terra
(Mani in terra, 2013, Italia)

Mani in terra è la storia di una strana antimafia, fatta piantando pomodori. E di qualcosa che viene prima della mafia, dell’antimafia e di tutto il resto: la terra, quella che ci ospita, ci nutre e ci seppellisce.
Nicola Sansone è proprietario di un podere sottratto negli anni Settanta ai Bonavita, che su questa terra hanno continuato a vivere come braccianti. Il giorno del suo arresto, Nicola si rivolge a Cosimo Bonavita - che con lui sui campi è cresciuto e dove fin da bambino lavora - e gli dice: “Affido a te la terra, nessuno ci deve mettere le mani”.
Cosimo diventa fedele custode del podere che era della sua famiglia, e va avanti a coltivarlo abusivamente anche quando il terreno viene confiscato dalla Stato e assegnato a una cooperativa che però non riesce - per questioni burocratiche e sottili boicottaggi - ad avviare l'attività.
Per questa ragione i soci scrivono a un’Associazione esperta di beni confiscati alle mafie.
In loro aiuto viene mandato Filippo, un uomo che da anni fa l’antimafia lavorando in un ufficio, e quindi impreparato ad affrontare la questione “sul campo”.
Numerosi sono gli ostacoli che Filippo incontra e le paure che deve superare, e spesso deve resistere all’impulso di mollare tutto: lo trattengono il senso del dovere, le strane dinamiche di questa cooperativa di insolite persone cui inizia ad affezionarsi, ed anche Rossana, la bella e determinata ragazza che ha dato il via a tutta l’iniziativa. Non appena le cose iniziano ad andare quasi bene, al boss Nicola Sansone vengono concessi i domiciliari. La situazione degenera; seguono una serie di sabotaggi e di colpi di scena: riuscirà l’antimafia a trionfare?

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