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Magnifica presenza

Locandina del film Magnifica presenza
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Magnifica presenza
(Magnifica presenza, 2012, Italia)

Dopo lo straordinario successo di Mine vaganti, Ferzan Ozpetek, ritorna con il suo film più ambizioso e complesso. Come lo ha definito lui: “Magnifica presenza è stata la mia sfida più difficile”.

 

Pietro (Germano) è un giovane pasticcere giunto a Roma dalla Sicilia col sogno di fare l'attore. Ha un carattere schivo e ha poche occasioni per socializzare. Convive provvisoriamente con una parente, ma non vede l'ora di trovare una casa tutta per lui. Quando la trova è euforico. L’appartamento è mal messo ma bello, grande e già arredato con mobili d’epoca. Pietro si sente finalmente a casa ma da subito inizia a notare particolari inquietanti. Ben presto si rende conto che c’è qualcun altro che vive insieme a lui: strane, eccentriche figure cominciano a manifestarsi. 

“Con questo film - ha affermato Ozpetek – ho affrontato i massimi sistemi della vita con il tono della commedia e del surreale. Magnifica presenza è decisamente il mio lavoro più importante perché si è trattato veramente di sconfiggere molte paure ed insicurezze. E’ stato molto difficile, perchè mescolo paura, divertimento e dramma. C’è molto del mio mondo, ci sono argomenti seri, le persone che se ne vanno, l’accettazione della perdita, ma anche la verità per cui, da una cosa che fa piangere, può venir fuori una risata, e viceversa”. “La cifra del mio personaggio – interviene Elio Germano - è la purezza cristallina, la fragilità, una sensibilità quasi esasperata. Pietro è una di quelle persone disponibili che non hanno intenti nascosti, che non sono mai aggressive o invadenti. Attraverso la sua solitudine, la sua alienazione, si racconta una società che accetta solo gente omologata, dove è difficile integrarsi”. Scritto da Ozpetek insieme a Federica Pontremoli, collaboratrice storica di Nanni Moretti, Magnifica presenza vanta un cast variegato e di prim’ordine, a cominciare dall’eccellente Germano, continuando con Margherita Buy, Vittoria Puccini, Alessandro Roja, Beppe Fiorello, e poi un pezzo di storia del palcoscenico, ovvero Anna Proclemer. A proposito del protagonista Ozpetek ha dichiarato: “Elio Germano è stato una magnifica presenza della mia vita. Un regista s’innamora sempre perdutamente del suo interprete, mi era successo con Giovanna Mezzogiorno per la Finestra di fronte, e ora è accaduto con lui. Amo la sua innocenza contadina e il talento, è la prima volta che ci lavoro, ed è entrato nella mia vita come quando d'improvviso senti l'aria nuova della primavera e ti metti in maglietta”. La storia di una rinascita, in cui la forza del sentimento supera le paure più profonde, razionali ed irrazionali, per trovare una risposta nell’amore, nell’amicizia e nella solidarietà.



VOTO
 

4 COMMENTI

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    emanuela
    il 18/03/2012
    alle 15:14

    Magnifica presenza

    ozpetek non delude mai, il film è piacevole , garbato con degli interpreti magnifici.
    quel piccolo cameo di Anna Proclemer è una grande lezione di recitazione. la storia è originale divertente e drammatica ,mi è proprio piaciuto.

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    Gianni
    il 26/03/2012
    alle 17:04

    Magnifica presenza

    Un film delicatissimo. E ciò malgrado l’ostentazione -talvolta eccessiva- dell’omosesualità.

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    claudio
    il 30/03/2012
    alle 16:01

    Magnifica presenza

    mi spiace andare fuori dal coro, ma a me francamente il film non è piaciuto e cercherò di spiegarne i motivi: i soliti luoghi comuni ed il solito autoreferenzialismo sempre più opprimente nel cinema “d’ autore” italiano….tra i luoghi comuni tanto cari ai registi del nostro tempo, naturalmente il tema dell’omosessualità: ora, io dico questo, i gay esistono sono tanti, sono migliaia, decine di migliaia, centinaia di migliaia, che abbiano tutti i diritti di questo mondo, che facciano quello che vogliono, ma c’è proprio bisogno di parlare di omosessualità in OGNI i film di pretesa intellettuale italiano ??..francamente questo tema ha stancato..il protagonista è OVVIAMENTE gay, OVVIAMENTE meridionale (perchè i meridionali sono più simpatici, se fosse stato friulano o chessò marchigiano sarebbe stato antipatico…)OVVIAMENTE vuole fare cinema, ovviamente c’è il tema dell’antifascismo….come se dei 150 anni di storia unitaria,quei venti abbiano rappresentato l’unico periodo significativo (nel male) del
    nostro paese….a quando un film sugli anni 50? oppure sull’epoca Giolittiana (non se ne parla mai).....sempre e solo binomio indissolubile “fascismo-male assoluto”.....diceva giustamente Leonardo Sciascia che la” retorica dell’antifascismo “
    è re di quella ridicola ed ottusa dei tempi del fascismo…..perchè più subdola e orientata a celare i veri problemi della attuale società....Benissimo, abbiamo capito che il fascismo è il “male assoluto”, ce lo ripetono da 70 anni e ce lo ha ricordato perfino Gianfranco Fini, non c’è bisogno di battere sempre su questo tasto, anche questo tormentone francamente ha stufato…per il resto cosa dire di questo film??? molto fumo negli occhi a mio parere, preferisco le metafore del buon Nanni Moretti, lui sinceramente non annoia….invece ho provato in questo film una NOIA MORTALE!!!!

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    francois
    il 09/04/2012
    alle 20:53

    Magnifica presenza

    condivido pienamente il parere espresso da Claudio

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