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L’uomo che verrà

Locandina del film L’uomo che verrà
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L’uomo che verrà
(L'uomo che verrà, 2009)

La strage di Marzabotto raccontata attraverso gli occhi di una bambina.

Inverno, 1943. Martina, unica figlia di una povera famiglia di contadini, ha 8 anni e vive alle pendici di Monte Sole. Anni prima ha perso un fratellino di pochi giorni e da allora ha smesso di parlare. La mamma rimane nuovamente incinta e Martina vive nell'attesa del bambino che nascerà, mentre la guerra man mano si avvicina e la vita diventa sempre più difficile, stretti fra le brigate partigiane del comandante Lupo e l'avanzare dei nazisti. Nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1944 il bambino viene finalmente alla luce. Quasi contemporaneamente le SS scatenano nella zona un rastrellamento senza precedenti, che passerà alla storia come la strage di Marzabotto.

 

Il 29 settembre del 1944 le SS uccisero circa 770 persone tra bambini, donne e anziani in quella che la storia ricorda come ‘la strage di Marzabotto’. I nazisti si scagliarono ferocemente contro i civili come risposta alle azioni dei partigiani della zona. Il massacro si prolungò per giorni nell’area di Monte Sole. Ma l’intento di Giorgio Diritti, regista del film, non è quello di raccontare un pezzo di storia, quanto quello dinarrare con sguardo privato una vicenda, prima di tutto umana. "Ho inventato una famiglia e l'ho inserita in un contesto di eventi davvero accaduti, puntando l'attenzione sul martirio che subiscono i civili in tempi di guerra, quando vengono negate loro alcune cose fondamentali della vita, come il diritto di crescere una famiglia. L'evolversi dei racconti è l'evolversi di quei tempi, dove la grande "Storia", quella che troviamo nei libri e negli studi accademici, entra nelle case, sui sagrati, nelle chiese, ed uccide".

Frutto di approfondite ricerche bibliografiche, interviste ai partigiani, ai sopravvissuti e agli storici, il film è stato girato vicino Bologna“due colline più in là rispetto ai luoghi reali" . Sottotitolato in italiano, perché parlato in stretto dialetto emiliano, L’uomo che verrà ha come protagoniste Maya Sansa, Alba Rohrwacher e Claudio Casadio, nei panni rispettivamente della mamma, della zia e del papà della piccola Martina, attorno a cui ruotano gli abitanti della zona di Monte Sole, interpretati per lo più da attori non professionisti.

 

VOTO
 

1 COMMENTO

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    Mara Marantonio
    il 20/01/2011
    alle 0:14

    L'uomo che verrà

    La guerra attraverso lo sguardo di una bambina di 8 anni. Martina sembrerebbe quasi indifferente a ciò che accade intorno a lei, invece “serba tutto quanto avviene e lo medita nel suo cuore”. Film coraggioso nella sua parlata appenninica, dove la vita quotidiana, la piccola storia cerca di far capolino tra la grande storia crudele. Chiaro-scuro di vita e morte. Un capolavoro al quale torni spesso col pensiero, dopo che lo hai visto.

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