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Piccole bugie tra amici

Locandina del film Piccole bugie tra amici
TRAILER Fermo immagine del trailer
Piccole bugie tra amici
(Little White Lies, 2010, Francia)

La consueta estate a Cap Ferret, nella grande casa sul mare, per un gruppo di amici parigini, ciascuno con il proprio stress e con le proprie piccole bugie. Per tutti il dolore di una mancanza: l’amico rimasto solo in ospedale dopo un gravissimo incidente. Ma stavolta l’estate è per tutti un grande freddo.

 

Piccole bugie tra amici (Les petits mouchoirs) è il mio terzo film come regista e il più personale dei tre. Per questa ragione ho voluto scriverlo da solo e il lavoro è stato particolarmente intenso. Dico che è un film molto personale perché tratta un tema che mi appartiene. Appartiene a quelli della mia generazione ma può essere condiviso anche da persone più giovani o più vecchie di me. Spesso illudiamo noi stessi credendo di seppellire o di mettere da parte ciò che è troppo doloroso da affrontare. E’ allora che sviluppiamo quella fastidiosa e controproducente abitudine di raccontare "innocenti bugie". Questo film parla di persone che hanno accettato passivamente la propria vita, il proprio lavoro o la propria sessualità senza mai chiedersi se siano effettivamente quello che vogliono dalla vita o se le loro relazioni siano davvero felici.

 

Per vigliaccheria, forza dell’abitudine o paura di quello che non conosciamo, spesso viviamo senza mai porci domande, senza dare ascolto al nostro istinto o alle nostre convinzioni e, soprattutto, senza dare ascolto al nostro cuore. L’importanza di imparare ad ascoltare noi stessi è la cosa che volevo dimostrare attraverso i personaggi del film. Hanno tutti una debolezza, una bugia sepolta nel passato, che non vogliono ammettere. Un fatto orribile, come quello al quale vengono messi di fronte, li costringe ad affrontare le loro menzogne. Ho voluto calare questa storia in un’atmosfera da commedia e tra amici. Ma una commedia che nasconde temi molto seri, e quindi con grandi variazioni di tono del film, che passa da scene quasi ‘slapstick’ ad altre che sono, spero, molto commoventi.

 

Sono cresciuto con film come The Big Chill di Lawrence Kasdan, Mariti di John Cassavetes e Andremo tutti in paradiso di Yves Robert. Continuano ad essere una fonte di ispirazione, non solo per il loro umorismo, ma anche per la verità che emana dai loro personaggi. Ecco perché, in questo film, ho voluto essere più credibile possibile nel parlare di amicizia, e perché ho voluto che questa credibilità fosse presente in ogni scena.

 
Per comporre il cast del film ho scelto attori che mi piacciono e che ammiro, e che hanno in comune una cosa fondamentale: si conoscono tutti tra loro. Insisto sul fatto che si tratta di un film personale perché lo sento profondamente. Sia perché rivedo me stesso nei personaggi sia perché ho incontrato persone che sono proprio come loro.  E’ molto strano perché da regista non avevo mai provato una cosa del genere per un film. Ho già girato due corti e tre lungometraggi, fra cui Piccole bugie tra amici; sicuramente è “poco”, ma è allo stesso tempo sufficiente a farmi dire che quello che ho vissuto con questo film è stato, fin dall’inizio, molto speciale per me.

 

Diciamo che indubbiamente ho attraversato un periodo cruciale. Dopo Non dirlo a nessuno ho percorso diverse tappe, già solo per questioni anagrafiche. A 35 anni non ci facciamo più le stesse domande che ci facevamo a 20, abbiamo già incassato qualche colpo... Ho deciso di fare un lavoro di analisi. Un lavoro abbastanza importante; molto più interessante di quanto immaginassi, visto che mi ha portato a scrivere questa sceneggiatura in meno di cinque mesi. E’ in questo senso che il film è così speciale per me. Non avrei potuto fare un film più personale di Piccole bugie tra amici.
(GUILLAUME CANET)

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