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Lei è troppo per me

Locandina del film Lei è troppo per me
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Lei è troppo per me
(She's Out of My League, 2010, United States)

Kirk è un ragazzo carino ma è il tipico nerd. Impacciato, solitario e stralunato. Molly è bionda, bellissima e tutti si voltano quando passa. Apparentemente non ci sono molte possibilità che possano mettersi insieme... ma la bellezza di questo film è che i due protagonisti sono persone, vere, reali che vanno ben al di là degli stereotipi.

 

Kirk Kettner (Baruchel) è un giovane che lavora come agente per la sicurezza dei trasporti presso l’aeroporto di Pittsburgh. Kirk ama trascorrere il tempo con i suoi migliori amici, Jack (Vogel), Stainer (Miller) e Devon (Torrence), e nel frattempo accarezza l’idea di poter un giorno tornare insieme alla sua ex ragazza Marnie (Sloane), che invece sembra non averne alcuna intenzione.  Nel complesso Kirk è un ragazzo sereno, contento della sua vita, ma tutto cambia il giorno in cui, Molly (Eve) appare, in tutto il suo splendore, al checkpoint dei controlli aeroportuali, dove sbadatamente dimentica il suo cellulare. Molly è giovane, intelligente, raffinata e incredibilmente bella. Nel momento in cui Kirk gli riporterà il telefono smarrito i due cominceranno a frequentarsi. Con tutto lo stupore di Kirk e dei suoi amici. Inoltre fra i due nasce una vera e propria relazione: complice, appassionata e divertente. Il giovane inizia così a conquistare più fiducia in sé stesso. Ma ovviamente le cose non possono andare sempre lisce. Arriveranno i genitori di Molly, il suo impetuoso ex ragazzo e la  possessiva ex ragazza di Kirk a complicare il tutto. Ma non hanno fatto i conti con Kirk, che non è più il nerd di una volta.

 

Non fatevi ingannare a prima vista Lei è troppo per me potrebbe sembrare l’ennesima commedia americana, un po’ grossolana. E, invece, non è così. La regia dell’inglese Jim Field Smith e la calibrata sceneggiatura di Sean Anders e John Morris hanno garantito alla pellicola un tono realistico e dei personaggi credibili. La storia funziona proprio perché la comicità delle situazioni è genuina, emozionante e permette al pubblico di affezionarsi ai personaggi. Come ha affermato Smith: “Volevamo fare un film che avesse un “cuore”. Una commedia sofisticata che si mescola alla screwball diventando un genere a sé stante. Ci sono i dialoghi incalzanti, le battute con allusioni sessuali, la differenza di classe – data più dalla natura estetica che dall’appartenenza sociale – ma c’è la modernità reale, tangibile, della bella bionda tutt’altro che oca che si innamora di un ragazzo perché è una brava persona. Quindi tante risate, gag, romanticismo per arrivare, da parte dei due protagonisti, ad assumersi le proprie responsabilità legate alla crescita e al superamento delle condizioni più infantili.

VOTO
 

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