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La sedia della felicità

Locandina del film La sedia della felicità
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La sedia della felicità
(La sedia della felicità, 2013, Italia)

Esce postumo l'ultimo film di Carlo Mazzacurati, il regista padovano scomparso due mesi fa,  una commedia esilarante su un gruppo di sfigati alla ricerca di un fantomatico tesoro nascosto in una sedia antica.

Tutto ruota intorno alla ricerca di una sedia dove, come ha svelato in punto di morte l’ambigua signora Norma Pecche (Katia Ricciarelli), è nascosto un tesoro di inestimabile valore. La confidenza sul letto di morte, fatta alla sua massaggiatrice Bruna (Isabella Ragonese), viene colta anche dal prete Weiner (Giuseppe Battiston) giunto a dare l'estrema unzione. Alla ricerca di questa sedia si unisce pure Dino, un tatuatore romano (Valerio Mastandrea), unito agli altri due dallo stesso disperato bisogno di soldi. Il prete è infatti un giocatore d'azzardo compulsivo, mentre Bruna e Dino sono sull'orlo della bancarotta. Dapprima rivali, poi alleati, i tre diventano i protagonisti di una rocambolesca avventura che, tra equivoci e colpi di scena, li vedrà lanciati in un inseguimento, dai colli alla pianura, dalla laguna veneta alle cime nevose delle Dolomiti.

Schivo, sensibile, malinconico Carlo Mazzacurati ha orgogliosamente rappresentato una figura di artista sui generis, legato visceralmente al suo nord-est che non ha mai lasciato, anche nei suoi film, e ai suoi personaggi di eterni perdenti di provincia, figli di un Dio minore di un'Italia condannata ad annaspare e discendenti, a modo loro più garbati, dei piccoli e grandi mostri della commedia all'italiana di Risi e Monicelli.

«Volevo che l’umanità del racconto emergesse a volte attraverso le forme del grottesco, altre in toni più lirici, ma quello che mi stava a cuore era riuscire a tenere insieme il senso di catastrofe in cui sembra che tutti stiano cadendo, con l’energia e la voglia di riscatto che, nonostante tutto, si avverte nell’aria» aveva dichiarato al Festival di Torino, dove ha ricevuto il Gran Premio alla carriera.

Accanto ai tre co-protagonisti, alcuni esilaranti camei straordinari, come quelli di Fabrizio Bentivoglio e Silvio Orlando nei panni di due venditori di arte-patacca su una tv privata. «È forse il film più comico che ho fatto. Negli altri c'era anche la tristezza oltre che l'ironia - aveva detto Mazzacurati». Che forse, più o meno consapevolmente, con questo film ha voluto esorcizzare una malattia che lo stava consumando.

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