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La scuola più bella del mondo

Locandina del film La scuola più bella del mondo
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La scuola più bella del mondo
(La scuola più bella del mondo, 2014, Italia)

La scuola più bella del mondo è un’irresistibile commedia degli equivoci che, come suggerisce il titolo, è ambientata nel mondo della scuola. Christian De Sica è il preside puntiglioso di una scuola media toscana nella quale giunge in visita una classe di studenti napoletani accompagnati da un eccentrico professore (Rocco Papaleo). Non tutto però sembra corrispondere al programma.

Perché quando la tecnologia inganna – in questo caso basta solo che Accra, in Ghana, diventi… Acerra Napoli – si genera l'equivoco che porterà confusione e tanto scompiglio. Ma sicuramente risate a non finire, divertimento assicurato.


LA PAROLA AI PROTAGONISTI



FILIPPO BROGI (Christian De Sica)

“Sono il preside di una scuola media della splendida Val D’Orcia. Da quando ci sono io la mia scuola è diventata la migliore d’Italia, che dico d’Italia, del mondo. Abbiamo vinto nove volte su dieci la gara artistica della festa dei giovani Ok, ok abbiamo perso l’ultima volta ma ci rifaremo.  L’importante è vincere, non partecipare, si dice così no?

Quest’anno ho invitato una scuola di Accra, Ghana e con i più poveri del mondo commuoveremo la platea. La vittoria sarà nostra. Peccato che quell’idiota del bidello quando li ha invitati ha aggiunto una e, e tolto una r. Peccato che invece di Acrra è arrivata una classe di Acerra provincia di Napoli. E ora che si fa? Dopo tutta la fatica che ho fatto a convincere i politici e le famiglie che con gli africani avremmo vinto? I napoletani non li accetteranno mai.  Mai e poi mai.”



GERARDO GERGALE (Rocco Papaleo)

“Mi chiamo Gerardo, per gli amici Jerry e sono un professore di tecnologia emigrato ad Acerra, in provincia di Napoli. Acerra la tenete presente? Ok, l’inceneritore, ma soprattutto Pulcinella che è nato qua e un po’ mi somiglia. Il mio metodo scolastico? Farmi i fatti miei e sognare le mie meritate ferie ad Ischia.”



MARGHERITA RIVOLTA (Miriam Leone)

L’amore per me è uno straniero che viene qui e mi  porta via. E se lo straniero non è Johnny Depp di Chocolat ma Rocco Papaleo, alias Jerry va bene lo stesso. L’amore è lui per me, perché è simpatico e ha un grande metodo scolastico. Anche il mio preside ha un grande metodo scolastico, ma è diverso. Io insegno inglese in Toscana, e sono io che ho organizzato lo scambio scolastico non Filippo.  Esatto Filippo sa tutto lui, Jerry mi piace perché non sa niente. Ma la mia storia d’amore non è soltanto con lui è anche con i bambini che in questa storia sanno farsi amare. Jerry di che religione siete? Napoletani. E ho detto tutto.



UNA DOMANDA AL REGISTA LUCA MINIERO

Il tuo è diventato in pochissimi anni un fortunato marchio di fabbrica che un giornale ha sagacemente titolato Miniero d’oro. Per fare film che conquistano il box office non esistono tuttavia formule creative o algoritmi produttivi che garantiscano il successo. Quale è allora il tocco alla Miniero che rende i tuoi lavori riconoscibili e apprezzati da un largo pubblico?

Io cerco di fare un cinema popolare che possa parlare a tutti ma soprattutto a me. Il nord e il sud sono un pretesto per parlare con leggerezza anche di altro, sempre cercando di intrattenere il pubblico. Gli incassi non sono comunque mai certi. I miei primi film non hanno avuto un gran  successo, altri molto di più, in ogni caso il  tema è rimasto lo stesso dagli esordi di Incantesimo napoletano e pure la sincerità nel trattarlo non è cambiata. Ma in un film non conta solo il tema, non si tratta di un testo universitario, credo conti la messa in scena, il calore, un atteggiamento paritario con il pubblico che non porti l'autore a credersi migliore. Faccio film più o meno efficaci ma non tradisco mai il principio della sincerità di comunicazione con il pubblico. E sempre, dentro a quei 100 minuti di fotogrammi, c'è qualcosa di cui sono orgoglioso . E la soddisfazione di essere riuscito a mettere in piedi  il film ti ripaga ancora prima dell’eventuale affermazione al botteghino.

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