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La Scoperta dell’Alba

Locandina del film La Scoperta dell’Alba
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La Scoperta dell’Alba
(La Scoperta dell'Alba, 2012, Italia)

Roma, 1981: il Professor Mario Tessandori viene ucciso con sette colpi di rivoltella da due brigatisti, nel cortile dell'università e sotto gli occhi di tutti. Muore tra le braccia di Lucio Astengo, suo amico e collega. Poche settimane dopo, Lucio Astengo scompare nel nulla. Siamo nel 2011. Caterina e Barbara Astengo, che avevano sei e dodici anni quando è scomparso il padre, mettono in vendita la casetta al mare della famiglia, oramai abbandonata da tempo. La casa è piena di ricordi di un'infanzia interrotta dalla sparizione del papà, di una famiglia spezzata e mai più ricomposta. In un angolo, c'è un vecchio telefono ancora attaccato alla presa. È uno di quei telefoni con la rotella, che fa nostalgia solo a guardarlo: Caterina solleva la cornetta e scopre che dà segnale di libero. Il fenomeno è inspiegabile, la linea è staccata, prova a fare dei numeri ma il telefono rimane muto... poi, quasi per gioco, le viene in mente di provare a fare il numero della loro casa di città di trent'anni prima. Questa volta, dall'altra parte sente squillare: le risponde una voce di bambina. È lei, a dodici anni, una settimana prima della scomparsa del papà. Il destino le ha dato una seconda occasione: se non per salvare il padre, almeno per scoprire la verità.

"Chi non vorrebbe tornare indietro nel tempo, magari per rimediare ad un errore, oppure semplicemente per curiosità? Per incontrare un antenato, per vedere dal vivo un dinosauro, oppure per salvare il mondo da una guerra, una catastrofe naturale, o un attentato? - spiega Susanna Nicchiarelli - Un'ipotetica macchina del tempo potrebbe essere usata per modificare positivamente il corso della storia, ma se una macchina così dovesse cadere nelle mani sbagliate... la letteratura è piena di queste ipotesi o paradossi. A mio parere però, l’espressione del sogno più romantico, intenso e coinvolgente è quello di colui che torna indietro nel tempo per salvare la vita di una persona cara. Com'è possibile non identificarsi nella persona che sceglie di riavvolgere il nastro della propria vita per cancellare la ferita della perdita prematura di un genitore? Questo è stato l'elemento che mi ha più colpito del romanzo La scoperta dell'alba, di Walter Veltroni, il cui protagonista ricorre ad una fantastica, inspiegabile "magia" (un telefono che chiama nel passato) per recuperare ciò che la Storia gli ha sottratto e che invece gli spettava di diritto: un'infanzia come quella di tutti gli altri. Ci ho visto subito un'idea di grande potenzialità cinematografica, sulla quale potevo intervenire anche integrandola con immagini, suggestioni e ricordi personali".

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