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La prima linea

Locandina del film La prima linea
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La prima linea
(La prima linea, 2009, Italia)

Lui è Sergio Segio, il "comandante Sirio" delle Brigate Rosse. Lei è Susanna Ronconi, la sua compagna. Entrambi fanno parte del direttivo di Prima Linea, braccio armato delle BR. Ispirato al libro "Miccia Corta", scritto da Segio nel 2005, il film ricostruisce le vicende dei due terroristi, a partire dal tentativo d'evasione organizzato da Segio per liberare la sua donna.

E' il 3 gennaio 1982. Segio è a Venezia, dove ha riunito un gruppo di militanti per un'azione considerata quasi impossibile: far evadere dal carcere di Rovigo quattro detenute, tra le quali Susanna Ronconi, la donna con cui ha condiviso tutto. Mentre scorre la giornata dell'evasione, Sergio rivede i momenti più importanti della sua vita: il primo incontro con Susanna, la clandestinità, il complesso rapporto coi genitori, lo scontro doloroso con Piero, l'amico di una vita, con cui ha condiviso i suoi sogni giovanili, ma che ha rifiutato la lotta armata. I ricordi si susseguono, fino agli esiti più drammatici. Intanto la giornata del 3 gennaio volge al culmine. Sergio e il gruppo si avvicinano al carcere di Rovigo, all'interno Susanna e le altre aspettano l'ora fissata. E finalmente il momento arriva: un'esplosione fa saltare in aria il muro di cinta del carcere. Susanna e Sergio si ritrovano, l'evasione è riuscita, le macchine sono in fuga. Sono già in vista di Venezia, quando apprendono che il loro piano ha provocato la morte di un passante, un anziano pensionato. Dopo pochi mesi Susanna verrà arrestata, e meno di un anno più tardi anche a Sergio toccherà la stessa sorte.

Torino, carcere Le Nuove, novembre 1989. Un uomo di trentacinque anni racconta la propria storia. E' Sergio Segio, uno dei fondatori del gruppo armato 'Prima Linea', entrato in clandestinità a metà degli anni settanta, nella convinzione che l'uso della violenza fosse una scelta necessaria nel nome della 'rivoluzione'. Scritto da Sandro Petraglia, Ivan Cotroneo e Fidel Signorile sulla base del libro di Segio 'Miccia corta', il film di Renato De Maria - preceduto da non poche polemiche - ha evitato l'equivoco più temuto, quello di essere scambiato per un'autobiografia mitizzante. Il film inizia, infatti, con il protagonista, interpretato da Riccardo Scamarcio, che afferma: "Eravamo convinti di avere ragione e invece avevamo torto. Ma allora non lo sapevamo". Giovanna Mezzogiorno è la fidanzata Susanna e De Maria ha scelto una regia che mescola documenti e filmati d'epoca che s'intrecciano con la trama del racconto. "Non è un film sul pre-terrorismo - afferma De Maria - non fa sconti sul piano emozionale, non offre spettacolo o romanticismo. Prima Linea è stata la formazione armata più vasta dopo le Brigate Rosse. La pellicola è una tragedia che tocca diverse generazioni, quella dei genitori proletari o borghesi, la condanna, la sofferenza delle famiglie delle vittime".

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