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La città ideale

Locandina del film La città ideale
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La città ideale
(La città ideale, 2012, Italia)

Michele Grassadonia è un ecologista militante. Molto tempo fa ha lasciato Palermo per trasferirsi a Siena, che lui considera, tra tutte, la città ideale. Conduce una vita coerente con le sue idee di impegno ambientale e sociale, vivendo spartanamente in piena autosufficienza energetica, senza dover ricorrere all’acqua corrente o all’energia elettrica. Finché in una notte di pioggia Michele rimane coinvolto in un incidente stradale apparentemente non grave, ma destinato a trascinarlo in una situazione confusa e paradossale, dalla quale non riesce più ad uscire, e che lo infila in una specie di ambiguo e sordo imbuto istituzionale popolato da strani funzionari, politici, magistrati che finiranno  per demolire la sua fiducia nella città ideale, e rimettere in discussione ogni sua convinzione. 

 
Luigi Lo Cascio esordisce nella regia (e interpreta il ruolo di protagonista) con un film dalle grandi ambizioni etiche e artistiche, con la storia di un uomo socialmente impegnato e che coerentemente ha organizzato la propria vita intorno ai suoi 'ideali', che improvvisamente si trova sbattuto e imprigionato in una realtà completamente diversa, e che riesce a malapena a intendere, e dalla quale può uscire soltanto con la verità, mettendo in discussione sia la realtà che lo circonda, che i suoi ideali.  

“Generalmente non abbiamo alcun bisogno di rendere conto delle nostre azioni in maniera fedele. Non siamo obbligati all’esattezza. Anzi, il racconto che facciamo di noi e della nostra esperienza è alimentato da forzature e integrazioni, invenzioni e ornamenti che rendono il discorso forse meno vero ma sicuramente più avvincente. Almeno, così crediamo. Possono capitare però nella vita dei momenti in cui le parole diventano cruciali. In queste occasioni, per fortuna rare, sbagliare una sillaba, mostrare delle contraddizioni, esibire incertezze nella ricostruzione degli eventi che ci sono accaduti, magari con una pronuncia perplessa, sono inciampi che possono segnare per sempre il nostro destino. La ricerca spasmodica della verità e la sua attestazione allo sguardo e all’ascolto degli altri, si pone allora, non solo come esperienza di conoscenza o come istanza morale, ma soprattutto come unica possibilità di salvezza”.  Luigi Lo Cascio

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