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Bella Addormentata

Locandina del film Bella Addormentata
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Bella Addormentata
(Bella Addormentata, 2012, Italia)

L’anno scorso gli è stato assegnato il Leone d’Oro alla Carriera e quest’anno la sua ventisettesima pellicola sarà in concorsa alla 69° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Marco Bellocchio ritorna con un film sulla vita e la morta ispirato al caso Eluana Englaro.

 Tutto si svolge, in vari luoghi d’Italia, in sei giorni, dal 3 al 9 febbraio 2009, gli ultimi di Eluana Englaro, la cui vicenda resta sullo sfondo. Personaggi di fantasia dalle diverse fedi e ideologie le cui storie si collegano emotivamente a quella vicenda, in una riflessione esistenziale sul perché della vita e della speranza malgrado tutto. Un senatore deve scegliere se votare per una legge che va contro la sua coscienza o non votarla, disubbidendo alla disciplina del partito, mentre sua figlia Maria, attivista del movimento per la vita, manifesta davanti alla clinica dove è ricoverata Eluana. Roberto, con il fratello, è schierato nell’opposto fronte laico. Un “nemico” di cui Maria s’innamora. Altrove, una grande attrice cerca nella fede e nel miracolo la guarigione della figlia, da anni in coma irreversibile, sacrificando così il rapporto con il figlio. Infine la disperata Rossa che vuole morire, ma un giovane medico di nome Pallido si oppone con tutte le forze al suo suicidio. E contro ogni aspettativa, alla fine del film, un risveglio alla vita...

Non è mai stato un regista e un uomo facile Marco Bellocchio, e non gliene saremo mai abbastanza grati. Questa volta certamente siamo di fronte ad una delle sue sfide più ardue. Bella addormentata è una strada in salita, un film che ha offerto polemiche su un piatto d’argento ancora prima di nascere e non poteva essere altrimenti visto che narra, senza fare nomi, il fine vita, l’eutanasia, la dolorosa vicenda di Eluana Englaro, che non vediamo mai se non evocata nel nome e negli spezzoni originali dei telegiornali. “Nel film le storie di personaggi tutti inventati – ha detto Bellocchio – si intrecciano tra loro e s’incrociano con il caso di Eluana e la grande eco mediatica. Il tema vero del film è la vita e la morte, rappresentato da ciascuna storia in modo completamente diverso”. “Io sono stato molto colpito – continua il regista – proprio coinvolto emozionalmente direi dal caso di Eluana. La mia è una posizione laica”. Una vicenda che ha spaccato in due l’opinione pubblica, politica e religiosa italiana, tanto da mettere anche a repentaglio la realizzazione del film. Per fortuna poi rientrata. Marco Bellocchio ha scritto il film insieme a Stefano Rulli e Veronica Raimo, con l’approvazione di Beppino Englaro. La fotografia è stata curata da Daniele Ciprì che, caso vuole, sarà in concorso anche lui a Venezia con il suo primo film senza Franco Maresco, dal titolo: E’ stato il figlio. Protagonisti, grandi attori, che vedrete in ruoli che difficilmente potete immaginare, da Toni Servillo/Senatore Uliano Beffardi; Isabelle Huppert/Divina Madre; Alba Rohrwacher/Maria; Michele Riondino/Roberto; Maya Sansa/Rossa; Pier Giorgio Bellocchio/Pallido; Brenno Placido/Federico; Fabrizio Falco/Pipino; Gian Marco Tognazzi/Marito Divina Madre e Roberto Herliltzka/Psichiatra. La produzione porta la firma di Cattleya e Rai Cinema mentre la distribuzione è 01 Distribution.

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