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Just Like a Woman

Locandina del film Just Like a Woman
Just Like a Woman
(Just Like a Woman, 2012, UK/USA/Francia)

Due donne di Chicago, una centralinista ed una casalinga fuggono a Santa Fe per competere in una gara di danza del ventre. 

Due donne di Chicago dalla vita non facile e dalle personalità molto diverse:  la prima è Marylin, centralinista insoddisfatta del proprio lavoro e sposata con Harvey, un parassita nullafacente e poco di buono. La seconda è Mona, una donna musulmana che ha sposato l'uomo che ama (ma dal quale non riesce ad avere figli) e che lavora nello spaccio di alimentari di famiglia, costantemente oppressa e umuliata dalla suocera. Quando Marylin scopre che il marito la tradisce, si licenzia dall’oggi al domani e molla tutto per realizzare il suo sogno: partecipare a un popolare concorso di danza del ventre che si tiene a Santa Fe. Presto la sua strada incontra quella di Mona, anch’essa decisa a fuggire dalla sua famiglia. Le due giovani donne percorrono l’America senza voltarsi, con leggerezza, al ritmo delle prove di ballo e degli spettacoli di danza, fino al giorno in cui Marylin scopre che Mona è ricercata dalla polizia…

Nel progetto del regista e produttore Rachid Bouchareb questo film rappresenta solo un primo capitolo di una trilogia dedicata al complesso rapporto tra America e mondo arabo, sicuramente un nobile scopo che però rischia di prendere il sopravvento sulla peraltro avventurosa storia delle due donne contrapposte per personalità e cultura ma accomunate dallo stesso destino di vittime di pregiudizi e condizionamenti sociali. 

Just like a Woman rappresenta l’incontro tra tutti quegli elementi che ho sempre esplorato: la mia voglia di cinema, di grandi spazi e l’idea di choc culturale come arricchimento, non come fonte di conflitto. Dopo Uomini senza legge e le molte energie spese per realizzarlo, ho sentito il desiderio di un film intimista, di un’avventura a misura d’uomo, sulla strada. Il film tratta dell’incontro tra due donne, Marylin e Mona, e tra due attrici, Sienna Miller e Golshfteh Farahani, unite dalla danza orientale: un linguaggio che è sì grezzo, ma anche sublimazione del loro corpo e soprattutto della loro femminilità. Quest’incontro produce uno choc culturale dovuto certamente alle radici dei rispettivi personaggi, alla durezza del contesto sociopolitico americano e alle diversità religiose, ma anche al fatto che si tratti di un duo femminile e sensibile”.Rachid Bouchareb 

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