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Io, Loro e Lara

Locandina del film Io, Loro e Lara
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Io, Loro e Lara
(Io, Loro e Lara, 2010, Italia)

Carlo Verdone ritorna con un film importante, Io, loro e Lara, la storia di un prete che torna dall’Africa e trova la sua famiglia e il mondo occidentale completamente alla deriva. Una commedia dove si ride e, vi assicuriamo anche tanto, ma si riflette moltissimo sulla famiglia, sulla tolleranza e sulla nostra società, superficiale e piena di problemi.

Padre Carlo Mascolo (Verdone) è un missionario che vive in un villaggio nel cuore dell’Africa dove - parole sue - fa ‘il medico, il preside, l’agricoltore, il meccanico e lo sceriffo a tempo pieno’. Da qualche tempo avverte i sintomi di una crisi spirituale che lo angoscia sempre di più. Dunque decide di tornare a Roma per parlarne ai suoi superiori. Il suo padre spirituale lo tranquillizza, a volte è necessaria una pausa di riflessione. Lo esorta a trascorrere un po’ di tempo in famiglia per ritrovare se stesso attraverso il calore dei propri cari. Ma quando Don Carlo torna a Roma non trova alcuna comprensione da parte di nessuno, anzi, viene investito dai problemi di tutti quelli che gli stanno intorno. Il padre ha sposato la badante ucraina e i figli sono preoccupati che quest’ultima le porti via tutto; il fratello Luigi (Giallini) ha problemi di droga; la sorella Bea (Bonaiuto) è una donna risoluta ma rigida e non disposta ad alcun compromesso. Nel frattempo nella vita di Carlo si introduce Lara (Chiatti), una ragazza che ha avuto seri problemi in passato e che è seguita da una psicologa. Se, rientrando in famiglia, Carlo sperava di trovare conforto, parole che potessero aiutarlo a superare la sua crisi spirituale, si trova invece costretto a fronteggiare rancori, dirimere questioni di denaro, placare furori razzisti. E non c’è nessuno assolutamente interessato ad ascoltarlo. Ma il destino a volte gioca brutti scherzi. Infatti, da questo momento, le esistenze della famiglia Mascolo cominciano ad intrecciarsi con quella di Lara, il personaggio enigmatico e sorprendente che nessuno si aspettava di dover fronteggiare. Sarà lei a portare il vero scompiglio nella vita dei tre fratelli e in quella di Carlo in particolare.

Carlo Verdone si cala nei panni di un prete serio, in crisi con la sua fede, ma sempre disponibile ad aiutare ed ascoltare il prossimo. Non un sacerdote macchietta, come il grande attore ha interpretato in altre commedie, e nemmeno uno stereotipato che sta sul pulpito a da lì fa le sue prediche. Un uomo che vive in mezzo alla gente e vede lo sfacelo che lo circonda. “E’ un prete – ci dice Verdoneche dopo un po’ che sta in Italia pensa che forse si stava meglio in Africa nonostante l’immensa povertà e i dilemmi che affliggono il Continente. Perché nella società occidentale vede che la caratteristica principale è la mitomania, un posto insopportabile dove se non appari e non puoi vantare amicizie importanti non sei nessuno. Reality, Facebook, paranoia, massima visibilità ed estrema solitudine”. Continua il regista: “Detto questo il film è una commedia dove si ride tanto ma che ha un messaggio importante nel finale che è un invito al riscoprire la famiglia e la tolleranza che, sinceramente, senza volere fare il moralista o il cattolico, mi pare che su questi temi, al momento, siamo all’urgenza”.

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