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Il terzo tempo

Locandina del film Il terzo tempo
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Il terzo tempo
(Il terzo tempo, 2013, Italia)

Samuel (Lorenzo Richelmy) è un adolescente problematico che, per aver commesso furti e piccoli reati, ha trascorso gli ultimi anni della sua vita dentro e fuori dalla prigione. Dopo aver scontato l’ennesima pena viene inserito in un programma di riabilitazione dal magistrato di sorveglianza, e inizia così a lavorare nell’azienda agricola di un paese di provincia. Il suo supervisore è Vincenzo (Stefano Cassetti), un assistente sociale che dopo la morte della moglie fatica a trovare il proprio equilibrio: la sua vita si divide tra il lavoro, una figlia adolescente e la locale squadra di rugby presieduta da Teresa (Stefania Rocca). Samuel si adatta con difficoltà alle regole e ai nuovi ritmi, ha una vita sociale pressoché nulla e il suo rapporto con Vincenzo si rivela da subito problematico. Dopo avere aiutato Samuel a uscire indenne da una rissa, Vincenzo gli dà un’ultima possibilità di redimersi. Lui, allenatore della squadra di rugby ed ex giocatore di successo, intuisce le potenzialità sportive del ragazzo e lo convince a entrare nel team. I primi allenamenti sono un disastro, l’interazione con i compagni non è affatto facile, e Samuel vorrebbe che tutto finisse il prima possibile, ma il suo coach non demorde. Il fragile equilibrio raggiunto rischia poi di disintegrarsi quando Vincenzo scopre il legame che nel frattempo si è creato tra Samuel e sua figlia Flavia (Margherita Laterza). Intanto il campionato di rugby prosegue, e tra allenamenti e scontri, dentro e fuori dal campo di gioco, Samuel capisce di aver trovato la sua strada nello sport, il suo riscatto in una palla ovale, nell’affetto dei compagni e nell’amore di Flavia. Il rugby nel film assume un significato che va ben aldilà del semplice agonismo sportivo: è una metafora della vita e della voglia di tornare a sperare . Nel rugby “il terzo tempo” è quello che si svolge al termine della partita fra squadre avversarie e persino fra i loro tifosi: si parla e si festeggia, ascoltando l’altra squadra e riconoscendone il valore, in un clima di correttezza e di accettazione reciproca delle regole, in modo che la sfida successiva sia altrettanto dura ma sempre basata sul rispetto dell’avversario.

Il film è stato presentato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti, dove ha ottenuto la menzione speciale al Premio Pasinetti e il Best Innovative Budget Award.

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