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Il riccio

Locandina del film Il riccio
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Il riccio
(Le hérisson, 2009, Francia)

Un caso letterario diventa un film. Il riccio del titolo si riferisce alle qualità nascoste di una sconosciuta portinaia parigina, ed alla sua improbabile amicizia con una bambina dodicenne, che dietro ad un aspetto mediocre nasconde una straordinaria intelligenza, e un progetto suicida.

 

 

Parigi, rue de Grenelle numero 7. Un elegante palazzo abitato da famiglie dell'alta borghesia. Ci vivono ministri, burocrati, maitres à penser della cultura. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée (Balasco), che appare in tutto e per tutto conforme all'idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all'insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta, una raffinata intellettuale che adora l'arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Ma tutti nel palazzo ignorano le sue ricchissime conoscenze, che lei tiene gelosamente nascoste, dissimulandole con umorismo sornione. Poi c'è Paloma (Le Guillermic), la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre, segretamente osservando con sguardo critico e severo l'ambiente che la circonda. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo disincantato, che ignari l'uno dell'impostura dell'altro, si incontreranno solo grazie all'arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée.

 

Liberamente tratto dal romanzo ‘L’eleganza del riccio’ di Muriel Barbery, l'originalità della storia - l’amicizia tra una donna adulta ed una bambina, due persone che si nascondono dietro un aspetto insignificante - mette in risalto l'importanza di guardare gli altri senza pregiudizi e magari con un pò di curiosità, svelando il mondo mediocre che le circonda. “Questa è una storia – ha dichiarato la regista - sull’assurdità dei pregiudizi, la magia degli incontri improbabili. Quel palazzo mi ha fatto pensare a quello dove sono cresciuta io, un palazzo borghese. Da piccola ero affascinata dalla sovrapposizione casuale di vite tanto diverse. Ma il vero punto di partenza sono state Paloma e Renée. Una donna burbera che si trasforma incontrando una bambina chiusa, seria, piena di certezze e insieme a Kakuro comprendono che la vita è molto più complicata e sorprendente di quanto potessero immaginare”.

 

 

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