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Il comandante e la cicogna

Locandina del film Il comandante e la cicogna
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Il comandante e la cicogna
(Il comandante e la cicogna, 2012, Italia)

“Il comandante e la cicogna è il mio film più surreale, fantasioso e divertente ma decisamente deflagrante. Ho la sensazione di vivere in un Paese melmoso fino al marcio e i miei personaggi se lo portano dentro e le loro esistenze ne sono condizionate”.

Silvio Soldini

Leo è un idraulico che ogni giorno affronta l’impresa di crescere due figli adolescenti, Elia e Maddalena, dividendosi tra il lavoro con l’aiutante cinese Fiorenzo e le incombenze di casa - dove la moglie Teresa, stravagante e affettuosa, compare e scompare. Diana è un’artista sognatrice e squattrinata che - in attesa della grande occasione della sua vita - fatica a pagare l’affitto. Suo proprietario di casa è Amanzio, originale moralizzatore urbano che ha lasciato il lavoro per un nuovo stile di vita e che in una delle sue crociate conosce Elia, con il quale stringe una stramba amicizia. Leo e Diana s’incontrano da Malaffano, un avvocato strafottente e truffaldino. Leo capita nel suo studio quando scopre che la figlia è protagonista suo malgrado di un video erotico su Internet, Diana è già da un po’ che passa lì le sue giornate, costretta per necessità economiche ad affrescare una parete, assecondando le ridicole manie di grandezza dell’avvocato. Le loro storie s’intrecciano in una città emblema del nostro tempo, sotto lo sguardo severo e ironico delle statue di Garibaldi, Verdi, Leopardi, che dai loro piedistalli - da dove ne hanno viste tante - commentano le sorti di un’Italia alla deriva. E tuttavia qualcuno continua a sognare e a sperare: come Elia, che insegue il volo di una cicogna, simbolo di rinascita e occasione di un nuovo inizio anche per Leo e Diana.

Silvio Soldini ha scritto Il comandante e la cicogna insieme ai suoi collaboratori storici Doriana Leondeff e Marco Pettenello, realizzando un film davvero particolare che nasce come un musical e si è trasformato in una commedia corale, insolita, strampalata e spiritosa. Un film dove Soldini usa il registro del surreale con statue che parlano agli esseri umani, un bambino che si rivolge ad una cicogna e presenze che provengono dall’aldilà, tra personaggi impantanati in un quotidiano difficile dove l’amore, però, arriva a riportare la speranza e la voglia di vivere. Una pellicola sui toni di Pane e Tulipani e Agata e la tempesta, girata a Torino anche se la città, grazie alle scenografie curate da Paola Bizzarri, non è riconoscibile, proprio per ottenere un effetto ancora più straniante. “Provengo da due film molto realisti come Giorni e nuvole e Cosa voglio di più – ha affermato Soldini – e ho voluto ricominciare a guardare la vita attraverso il filtro della leggerezza. Questo film è un tentativo di uscire dal fango attraverso qualcosa di bello, poetico, fantasioso. L’Italia sta vivendo anni veramente duri dove le persone affondano nella ‘poltiglia’ che ci circonda e l’idraulico interpretato da Valerio Mastandrea e l’artista ovvero Alba Rohrwacher ne portano i segni addosso. Inizialmente sono destini slegati, solitudini che procedono ciascuno per proprio conto ma, questa volta non si perdono e il miracolo avviene attraverso l’amore. Ad un certo punto, tutto converge e, i loro destini, hanno una svolta radicale. Insomma, ho cercato un modo nuovo, per provare a raccontare la realtà che vedo attraverso il potere della fantasia e della levità”. Un cast di attori importanti, alcuni legati al regista come Giuseppe Battiston e Alba Rohrwacher, più Valerio Mastandrea, Claudia Gerini e Luca Zingaretti. Colonna sonora vivace per Il comandante e la cicogna con la Banda Osiris e Vinicio Capossela che interpreta il brano finale intitolato: “La Cicogna”. Mentre le voci delle statue sono di Pierfrancesco Favino, Gigio Alberti e Neri Marcorè.

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