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Padroni di casa

Locandina del film Padroni di casa
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Padroni di casa
(Padroni di casa, 2012, Italia)

Le cose non sono mai ciò che sembrano. E nemmeno le persone. Cosimo (Valerio Mastandrea) ed Elia (Elio Germano) sono due piastrellisti di Roma incaricati dal cantante Fausto Mieli (Gianni Morandi) di ripavimentare la terrazza di casa. Cantante di grande successo, Fausto ha scelto di ritirarsi dalle scene in seguito a una grave malattia della moglie Moira (Valeria Bruni Tedeschi) costretta su una sedia a rotelle. Nonostante le grandi manifestazioni di affetto, è evidente che tra Fausto e Moira c’è qualcosa che non va. La coppia vive ritirata dal mondo in un angolo all’apparenza paradisiaco dell’Appennino tosco-emiliano. Per sostenere la promozione turistica, Fausto ha accettato di tornare ad esibirsi in pubblico. Anche Elia e Cosimo non sembrano ciò che sono. Cosimo, il fratello maggiore, ha alle spalle storie difficili che l’hanno segnato in profondità. Elia, pur amando il fratello, ne subisce la presenza come un limite. La piccola comunità accoglie sin da subito i due fratelli con grande diffidenza, come due stranieri. E se Elia tenta di comportarsi in maniera estremamente professionale, Cosimo non può fare a meno di cedere al fascino del divo Fausto Mieli. Poco alla volta le diffidenze fra i due fratelli e il resto del paesino si acuiscono. Elia inizia a frequentare una ragazza del posto, scatenando la gelosia di un ragazzo che la corteggia. Cosimo, invece, fraintendendo un complimento di Fausto, si scontra con il suo committente. Per placare l’umiliazione che ne consegue si reca nel bar del paese e beve più del dovuto. Nel frattempo, mentre il giorno del concerto e del grande ritorno di Fausto si avvicina, il lavoro di Elia e Cosimo è ben lontano dall’essere terminato. Le tensioni fra il cantante e la moglie immobilizzata aumentano, proprio come i conflitti fra i due fratelli e il resto del paese. Quando poi Cosimo è involontariamente testimone di una cosa che non avrebbe dovuto vedere, le reazioni dei “padroni di casa” non si fanno più attendere. Le cose non sono mai ciò che sembrano. Nemmeno le persone.

 

"Mi piace pensare a “Padroni di casa” come a un romanzo breve. Un film che ti conduce in un luogo e non ti abbandona più sino alla fine. Ho privilegiato una costruzione realistica, desideravo ambientare il film in un paesaggio italiano cercando un linguaggio contemporaneo, non citazionistico. Abbiamo girato nell’Appennino tosco-emiliano. Mi piaceva la scommessa di un non-luogo che in realtà ne contenesse tanti. La provincia m’interessava come dato antropologico piuttosto che come informazione sociologica. Questo film vuole rappresentare uno sguardo sulla violenza. Quale fragilità insostenibile nasconde la violenza? “Padroni di casa” è un film paesaggio, un film senza cattivi, dove il campo d’osservazione è soffocato da una amoralità che genera la diffidenza e manovra la paura alla quale ci stiamo educando e nella quale ci stiamo chiudendo. I personaggi sono goffi e brutali, in continuo equilibrio nel tentativo di sopravvivere ascoltando o prevalendo l’uno sull’altro. La mia ambizione era di realizzare un film che fosse in grado di conservare le innumerevoli sfumature della complessità del reale. Anche nel rapporto tra Elio Germano e Valerio Mastandrea, strutturato a ruoli invertiti, dove il fratello più piccolo è tutore del più grande, volevo che fosse sempre presente una certa leggerezza che lasciasse le cose in sospeso piuttosto che virare tutto al nero, stilizzando al massimo i contrasti". Edoardo Gabbriellini

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