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Hereafter

Locandina del film Hereafter
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Hereafter
(Hereafter, 2010, Usa)

“La domanda alla base del film è quella che tutti ci poniamo: che cosa ci accadrà dopo la morte?”. Parola del regista Clint Eastwood che nell’affrontare questo delicato argomento ha composto un affresco su tre persone di età diverse che sono state segnate in qualche modo da un decesso. 1 NOMINATION AGLI OSCAR 2011 NELLA CATEGORIA MIGLIORI EFFETTI VISIVI.



George (Damon) è un operaio americano che ha un rapporto speciale con l’aldilà dato che è capace di dialogare con gli spiriti, quello che definiremmo un sensitivo. Ma l’uomo non vuole affrontare questo suo potere. Marie (De France) è una giovane giornalista francese, sopravvissuta allo tsunami, e che dopo questa esperienza tra la vita e la morte, ha perduto anche tutte le sue certezze. Marcus (George McLaren e Frankie McLaren) è un ragazzino inglese, figlio di una madre drogata, disperato per la perdita del fratello gemello avvenuta in un incidente stradale. Quando diventa uno studente londinese cerca disperatamente delle risposte e si affida ad un medium per cercare di mettersi in contatto, di parlare con la sua metà defunta che era la persona alla quale teneva maggiormente nella sua vita. George, in fuga da se stesso, se ne va a Londra per scoprire i luoghi prediletti del suo scrittore preferito, Charles Dickens. Nella capitale britannica la sua vita si intreccia con quella di Marcus e Marie. Da quel momento le loro esistenze verranno cambiate per sempre da quello che credono esista, o debba esistere, nell’altro mondo.

 

Clint Eastwood ci sorprende ancora una volta. Dopo una pellicola che grondava realismo come Gran Torino ha messo in scena, con Hereafter, una surreale riflessione sulla morte con un dialogo a tre voci. La sceneggiatura del film è di Peter Morgan, autore di The Queen, che ha sentito il bisogno di affrontare questo argomento dopo la morte del suo più caro amico. “Quello che mi interessava maggiormente di questa storia – ha detto Eastwoodera il confronto con la morte e la ricerca più autentica della nostra anima. I miei personaggi ce lo raccontano in una vicenda di anime che non ha specifici connotati religiosi e tanto meno è un thriller sovrannaturale”.

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