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Lo stravagante mondo di Greenberg

Locandina del film Lo stravagante mondo di Greenberg
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Lo stravagante mondo di Greenberg
(Greenberg, 2009, Usa)

Il regista-sceneggiatore Noah Baumbach e l'attore Ben Stiller nella singolare commedia di un eccentrico personaggio dove lo humour si coniuga con la malinconia di un'esistenza marginale, e la felicità sembra essere sempre girata dall'altra parte.

 

 

Quando Phillip Greenberg (Messina) parte con moglie e figli per una lunga vacanza in Vietnam, Roger (Ben Stiller), fratello di Phillip, si trasferisce da New York nella loro elegante casa sulle colline di Hollywood per badare al cane. Single e sulla quarantina, Greenberg è intelligente, spiritoso, pungente e smarrito. Proprio come Florence (Gerwig), la venticinquenne assistente personale di Phillip, efficiente, dinamica, insicura, che gli da una mano a risolvere i problemi di questa sua nuova sistemazione. Roger è ad un bivio della sua vita. Dopo il fallimento di una breve carriera di musicista, ha lavorato per un certo periodo a New York come falegname. Ora coltiva la propria insoddisfazione scrivendo lettere di protesta e costruendo una cuccia per il cane. Cerca di riallacciare i rapporti con il suo passato, con il vecchio amico ed ex-membro della band, Ivan (Ifans), e con la sua vecchia fiamma Beth (Jason Leigh), ma sia Ivan che Beth sono andati avanti con la loro vita, mentre il suo orologio sembra essersi fermato da tempo. Nel frattempo il suo rapporto con Florence potrebbe diventare più importante di quanto loro stessi possano ammettere.

 

Prova d'attore per Ben Stiller, in uno dei personaggi più riusciti della sua notevole carriera artistica. Problematico, eccentrico, il suo Roger vive perennemente in una situazione difficile, ma non è mai disperato. E' ossessionato dal fatto che gli altri si lamentino di lui. Ma l'ironia, la voglia di riprovarci non l'abbandonano mai, nonostante abbia superato - anche se di poco - il fatidico giro di boa. “Questo film racconta l’evoluzione di un rapporto tra due persone piene di problemi." Ha affermato Stiller. "Non avevo mai girato un film come questo: ricorda un po’ quelli di Hal Ashby e Robert Altman, che negli anni ’70 indagavano la realtà delle persone raccontando quei piccoli momenti privati che di solito non vedi al cinema”. "Roger - conclude - non è l'eroe del film, ma ognuno di noi lo può capire, molto meglio di quanto lui possa fare con se stesso."

 

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