questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Gli Infedeli

Locandina del film Gli Infedeli
TRAILER Fermo immagine del trailer
Gli Infedeli
(Les infidèles, 2012, Francia)

Sette registi realizzano sei differenti episodi per esplorare i trionfi e gli insuccessi, le glorie e i tonfi impietosi derivanti dall'infedeltà maschile, vista in tutte le sue differenti, divertenti, disperate e assurde varietà. Per gli uomini protagonisti, tutti ormai sulla strada della mezza età, ogni occasione è buona per lasciarsi guidare dall'istinto e perseguire la ricerca del piacere. Da una conferenza in un albergo di provincia a una piccola clinica per sessodipendenti, da una discoteca parigina ai locali della scintillante Las Vegas, ogni posto sembra il più adatto per consumare i tradimenti ma non tutto fila sempre per il verso giusto.
 


L'attore Premio Oscar per The Artist Jean Dujardin e Gilles Lellouche, parlano del loro episodio, dove sono rispettivamente, attore e regista, titolo: ‘Las Vegas’

Come è nato questo progetto atipico?
JEAN / Il progetto è frutto di una serie di desideri e di idee che coltivavo da molto tempo. Innanzitutto c'era la voglia di fare un film a episodi, un formato cinematografico che consente una grande varietà. L'idea del tema mi è venuta dopo aver sentito la storia di un tizio che, per tradire sua moglie, andava al cinema, comprava un biglietto e staccava il telefono prima di andare a spassarsela. Quando tornava a casa, alla moglie che gli chiedeva perché non fosse raggiungibile sul cellulare, esibiva il biglietto del cinema come prova... Ho trovato questo espediente molto interessante. Il tema dell'infedeltà offriva un terreno di gioco appassionante. L'ultimo elemento riguarda il titolo che si è imposto quando, scorgendo di sfuggita la copertina del DVD del film di Martin Scorsese THE DEPARTED, il cui titolo francese è LES INFILTRÉS, ho letto per errore LES INFIDÈLES... A quel punto ho avuto la forma, il tema e il titolo.

Come si è formato il vostro duo?
GILLES / Jean e io ci conosciamo da molto tempo. Come spesso capita in questo mestiere, avevamo voglia di lavorare insieme e avevamo alcuni progetti un po' campati per aria. Ma quando Jean mi ha parlato di questo progetto per la prima volta, ho subito accolto con molto entusiasmo l'idea di poterlo realizzare completamente insieme, condividendo fino in fondo la nostra visione artistica e la nostra grande amicizia.

JEAN / Tra Gilles e me c'è una forte intesa. Entrambi siamo sempre in cerca di avventure umane e la prospettiva di lavorare insieme ci allettava moltissimo. Apparteniamo alla stessa generazione, condividiamo gli stessi gusti, la stessa sensibilità e un reciproco rispetto per il nostro lavoro. La nostra collaborazione si è imposta da sola e tutto è avvenuto con naturalezza in uno slancio incredibile.

Come avete scelto le varie storie del film?
JEAN / Il grande vantaggio di un film a episodi consiste nell'offrire un'autentica varietà di spunti. Abbiamo potuto affrontare l'argomento da diversi punti di vista, dal più giovane al più maturo e profondo, con personaggi più o meno caricaturali, vicini a noi e distanti da noi. Abbiamo cercato di scandagliare il tema, proponendo delle angolature che esprimano anche le differenze di età e di ceto sociale e che illustrino diverse situazioni, da quelle da incubo a quelle delle fantasie… Abbiamo iniziato a lavorarci facendo una serie di riunioni piuttosto informali e ridanciane con i nostro co-autori, Stéphane Joly, Philippe Caverivière e Nicolas Bedos. Abbiamo ideato una serie di piccoli film potenziali, almeno una trentina all'inizio, e in seguito abbiamo fatto una selezione. L'unico denominatore comune era la libertà di tono e umorismo, che tuttavia non impediva di toccare note patetiche o cupe.

GILLES / Abbiamo accumulato idee, scritto e lavorato con alcuni autori e poi abbiamo scelto i soggetti, sia in base alla forza della tipologia, sia in base alle emozioni che risvegliavano in noi. Il divertimento e il desiderio di interpretarli che ci suscitavano sono stati due criteri determinanti nella nostra scelta. Numerosi soggetti si sono imposti con naturalezza e sono quelli che si sono rivelati più interessanti con il passare del tempo.

Qual era per voi l'intento di questo film?
JEAN / Alla base c'era il desiderio di ogni attore di interpretare delle situazioni diverse. Io avevo voglia di misurarmi con un certo eccesso, di andare lontano nei dialoghi e nel corpo. Ci rivolgiamo ad adulti liberi e consenzienti. L'obiettivo non è scioccare gratuitamente, ma avere la libertà assoluta e andare fino in fondo alle cose, proporre situazioni divertenti, un po' sovversive, che sconvolgono e suscitano una reazione. Era questo che volevamo. Avevo vissuto la stessa situazione con il film OSS 117 e il pubblico si chiedeva se poteva osare lasciarsi andare alle risate. Se uno ha voglia di ridere, perché non dovrebbe farlo?

GILLES / Avevamo anche nostalgia di una certa libertà irriverente, come quella che troviamo nei film di Blier o nella commedia all'italiana, per esempio ne I MOSTRI – il film a episodi di Dino Risi con Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi.

VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

ULTIME NOTIZIE