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Gli Equilibristi

Locandina del film Gli Equilibristi
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Gli Equilibristi
(Gli Equilibristi, 2012, Italia)

La storia vera di una famiglia media che finisce in miseria, coi pasti della Caritas. Una tragi-commedia sulla precarietà dei tempi, con un grandissimo Valerio Mastandrea.

Giulio (Mastandrea) ha quarant’anni e una vita apparentemente tranquilla. Una casa in affitto, un posto fisso, un’auto acquistata a rate, una figlia ribelle ma simpatica e un bimbo dolce e sognatore, una moglie (Barbora Bobulova) che ama e che tradisce. Giulio viene scoperto e lasciato e la sua favola improvvisamente crolla. Ma cosa accade ad una coppia che ai nostri giorni “osa” separarsi?

Gli equilibristi attraverso una carrellata di eventi ora tragici ora ironici, ci accompagna per mano nel mondo di un uomo che di colpo scopre quanto sia labile il confine tra benessere e povertà. Ne abbiamo parlato con il regista, Ivano De Matteo.

Già dal titolo si capisce che parliamo di quanto è difficile mantenere un equilibrio nella vita…

“Assolutamente sì e l’ho fatto raccontando la storia di una coppia molto, molto normale. Nel senso che lui fa un lavoro da poco più di mille euro al mese, hanno un mutuo, la moglie fa il part-time e hanno due figli. Una famiglia media. Quello che volevo raccontare era il fragile equilibrio che sta alla base di ogni esistenza, utilizzando il tradimento di lui e il conseguente divorzio come cause che fanno scatenare la perdita di questa ‘normalità’. Una battuta del film fotografa perfettamente questa situazione: ‘il divorzio è per i ricchi, quelli come noi non se lo possono permettere’. Ed è la verità, esattamente la realtà in cui viviamo”.

Non è quindi un film sul tradimento e il divorzio ma su come da un giorno all’altro può cambiare tutto…

“Gli equilibristi è la storia di un uomo con un equilibrio instabile, a partire dal punto di vista economico dopo il divorzio, per proseguire con un suo vero e proprio scollamento con la società. Giulio continuerà a raccontare a tutti, famigliari ed amici, che sta bene e se la cava, ma ovviamente non è così… è la vergogna che lo fa agire in questo modo. E non vi è peggior sentimento che la vergogna verso gli altri e, soprattutto, verso sé stessi da saper affrontare, perché è qualcosa di impalpabile, non è visualizzabile, ma che ti trascina a fondo”.

Che ci dice di Valerio Mastandrea?
“Per questo film mi serviva assolutamente lui, avevo già diretto Valerio e ne conosco le capacità, lui era la maschera che mi serviva. Mi serviva una faccia ironica e drammatica dato che il film, io lo considero, una commedia italiana drammaticamente amara. Il film è lui, pieno di paradossi, nella prima parte si sorride delle situazioni assurde in cui si trova e, poi, si vira verso il dramma. E Valerio ha fatto un lavoro eccezionale!”.

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