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Gianni e le Donne

Locandina del film Gianni e le Donne
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Gianni e le Donne
(Gianni e le Donne, 2011, Italia)

E'divenuto una celebrità nel 2008 grazie all’incantevole Pranzo di Ferragosto, che ne ha messo in risalto lo straordinario talento, ora ritorna sugli schermi interrogandosi sul suo rapporto con le donne.


Gianni, sessant’anni ben portati, è un uomo normale, diciamo così. Ha una natura mite e un’immensa capacità di sopportazione. È al servizio di sua moglie che lavora e ha mille impegni, della figlia che adora, del fidanzato della figlia, giovane nullafacente che si è piazzato in casa e che ormai lui ama come un figlio, o come il suo cane e il suo gatto. Dulcis in fundo, c’è sua madre, novantenne nobildonna decaduta, che si ostina a vivere nella vecchia villa alle porte di Roma facendo allegra finanza, con badanti che vanno e vengono. La sua esistenza scorre monotona fra commissioni, passeggiate con il cane e faccende domestiche, del resto è in baby pensione e di tempo ne ha fin troppo.

Un giorno, l’amico Alfonso gli fa aprire gli occhi: tutti i suoi coetanei, ma anche quelli ben più vecchi di lui, dietro la rispettabile facciata, hanno delle storie. Tutti, anche i più anziani che vegetano nel baretto sotto casa, hanno l’amante. Sconvolto dalla scoperta Gianni tenta di fare qualcosa. C’è Gabriella, irraggiungibile e desiderata per anni, c’è Valeria, il meraviglioso primo amore, la bellissima Cristina, badante della mamma, c’è la vicina di casa, incarnazione della giovinezza, ci sono le infinite donne possibili che abitano il mondo… Gianni, come un vecchio motore che si rimette in moto produce fracasso, fumo e poco arrosto. Si accorge, purtroppo, che le donne non gli prestano quell’attenzione che lui vorrebbe, al massimo fa simpatia ma non si va oltre...

 

 “E’ un altro film nato di getto, molto istintivo – dice Di Gregorio – proprio come il primo. Mentre promuovevo in tutto il mondo Pranzo di Ferragosto mi sono accorto di avere incontrato tante bellissime donne e che nessuna mi guardava più. Sono entrato in crisi e ho detto facciamo un film, ridiamoci sù. Anche se non so quanto ci sia da ridere. E’ un film anche sul passaggio del tempo, ma cercando di mantenere sempre una chiave comica ed universale”.

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