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Drive

Locandina del film Drive
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Drive
(Drive, 2011, Usa)

Stunt man di giorno e autista di rapine la notte, si mette nei guai per una donna. Una sorprendente rilettura  postmoderna del genere noir. 


Autista di nome e di fatto, Driver divide la propria vita come stuntman e meccanico di giorno e autista di rapine la notte. Una doppia vita che apparentemente riesce a gestire in entrambi i casi con assoluta precisione. Professionista della guida, è lui a dettare le condizioni: porta i rapinatori sul posto e aspetta cinque minuti esatti. Non un secondo di più. Questa rigorosa routine è scombussolata dall’incontro con la vicina di casa Irene, madre del piccolo Benicio e sposata con Standard, in procinto di uscire di galera. Quando quest'ultimo torna in libertà, la malavita si fa subito avanti vantando un conto aperto e minacciando, per mettere le cose in chiaro, la donna ed il bambino. Driver allora decide di dare una mano, a modo suo.

 

Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes, questa seconda pellicola americana del talentuoso regista danese Nicolas Winding Refn è stata la vera sorpresa del Festival. Rivisitazione originalissima ed emozionante del cinema noir degli anni 70, Drive è cinema di genere all'ennesima potenza. Che alla visionarietà e abilità di Winding Refn unisce il talento  dell’attore canadese Ryan Gosling, un memorabile anti-eroe, che parla pochissimo, a parte lo sguardo e le pieghe delle labbra, e che riecheggia vagamente Steve McQueen. Una trama noir con squarci di improvvisa quanto efferata violenza, adrenaliniche riprese action ed una sottotrama melo di ineffabile romanticismo, Drive è senza dubbio uno dei film più sorprendenti dell'anno. Non solo per la rilettura personalissima del genere (con rimandi a vari titoli tra cui il sottovalutato Driver l'Imprendibile di Walter Hill) ma in particolare per gli straordinari contributi tecnici a cominciare dalla fotografia di Newton Thomas Sigel che riesce a stupire con le immagini aeree di una Los Angeles notturna, forse ancora più emozionanti di quelle digitalizzate di Collateral di Michael Mann, ad una colonna sonora che stabilisce un dialogo emozionale tra musica e storia, non solo con i battiti della partitura synth di Cliff Martinez, ma soprattutto con due brani come la tenebrosa Nightwalk di Kavinsky che accompagna i titoli di testa rosa shocking e l’ariosa e dolente A Real Hero dei College, due pezzi di elettronica gravidi di sonorità anni ’80.

 

“Volevo fare del mio film - ha affermato lo stesso Refn - una fiaba a Los Angeles. Quello di Driver è un personaggio mitologico: l’uomo che indossa una giacchetta di raso con uno scorpione sulla schiena e protegge gli innocenti dal male, sacrificandosi in nome della purezza”. C'è riuscito perfettamente.

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