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Draquila: l’Italia che trema

Locandina del film Draquila: l’Italia che trema
TRAILER Fermo immagine del trailer
Draquila: l’Italia che trema
(Draquila - L'Italia che trema, 2010, Italia)

Cinque anni dopo Viva Zapatero! e tre dopo Le ragioni dell’aragosta, Sabina Guzzanti torna al cinema. Con un documentario molto meno ironico e molto più politico. Una indagine 'alla Michael Moore' con centinaia di interviste, sul sisma che ha colpito L’Aquila e sulla gestione dell'emergenza.  Draquila – L’Italia che trema: il titolo del film è stato scelto dagli utenti del suo blog.

Trema l'Italia. Per i privilegi di pochi, per le leggi ad personam, per l'appropriazione indebita dei fondi pubblici, per la corruzione, per le caste, per i servizi negati ai cittadini, per la speculazione edilizia. Trema e si sgretola lentamente. Non restare a guardare. Dai una scossa al cambiamento. Il diritto di espressione è il cemento della democrazia.

Sabina Guzzanti torna all’attacco per denunciare quello che è successo dopo la tragedia del 6 aprile 2009, un terremoto che ha distrutto il centro de l’Aquila e di alcuni paesi vicini. Ma questa volta lo stile scelto è quello alla Michael Moore, con cui la Guzzanti ha un progetto da realizzare insieme. Non manca l’ironia ma si riflette soprattutto perché afferma l’artista: “Non si ride delle tragedie. Non siamo Francesco Piscicelli e Pierfrancesco Gagliardi, i due imprenditori intercettati che ridevano la notte della tragedia pensando a quanto potevano speculare sulla morte. A quanti soldi fare sul crollo e con le sue vittime”. Draquila – L’Italia che trema è un film inchiesta molto polemico, molto politico, arricchito da centinaia e centinaia di testimonianze raccolte sui luoghi del sisma. Non è un film antiberlusconiano, l’antiberlusconismo alla fine annoia. Ovviamente ci sono molte immagini e dichiarazioni del Cavaliere, ma anche di Guido Bertolaso, dei ragazzi del Grande Fratello che alle 3.32 vengono svegliati nella loro casa. Non si risparmiano frecciate neppure all’opposizione. In particolare la Guzzanti ha puntato a demolire il manifesto dell’efficienza del governo, l’approccio decisionista dell’esecutivo nell’emergenza con un piglio da battitore libero che sferza anche la sinistra dialogante. “Non ce l’ho con chi vota Berlusconi – afferma la Guzzanti e non voglio convertire nessuno. Io me la sono presa a suo tempo con chi, da sinistra, poteva fermarlo, con chi ha spacciato la vigliaccheria per calcolo politico. Draquila però si concentra sulla distruzione delle vite umane e su quello che si è fatto per aiutarli. Non ho risparmiato alcun scandalo sulla ricostruzione perché sono fatti che mi disgustano. Attualmente non c’è nessun politico che valga la pena imitare”. Per chi fosse preoccupato per l’artista, la Guzzanti ci tiene a precisare: “Mi sono tutelata, ogni fatto e ogni parola che andranno nella versione finale saranno valutati con l’aiuto degli avvocati”.

 

VOTO
 

BATTUTE DAL FILM

  • “Questo terremoto è stato un grandissimo successo. Nessun altro terremoto ha avuto l'ascolto di questo” Sabina Guzzanti imita Berlusconi
  • “Per questa missione impossibile ci voleva un uomo speciale con poteri speciali” La Guzzanti sintetizza la risposta politica al terremoto aquilano
  • “Berlusconi? Ma meno male che c'abbiamo un uomo a cui piacciono le donne, che non è frocio!” Vecchie e pragmatiche terremotate esprimono la loro ammirazione per il premier
  • “L'insistenza e il calore con cui volevano salvarrmi forse stava diventando, involontariamente, intimidazione” Il prof. Colapietra racconta com'è sfuggito al salvataggio della Protezione Civile
  • “L'opposizione qui, come nel resto del paese, capisce sempre tutto troppo tardi” Sabina Guzzanti ne ha anche per il PD
  • “Era l'equazione del mattone: ci facevi i soldi sopra, e poi li nascondevi sotto” Ciancimino Jr racconta l'economia dei tempi del padre
  • “E' una grande illusione che ciò che è vuoto e fasullo non può durare. Non è vero, dura” Amara considerazione di chi guarda l'Italia da L'Aquila
  • “Questa è la dittatura della merda: non agisce con la tortura o l'arresto, ma con la diffamazione” Un altra voce amareggiata da L'Aquila

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