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Cose dell’altro mondo

Locandina del film Cose dell’altro mondo
TRAILER Fermo immagine del trailer
Cose dell’altro mondo
(Cose dell'altro mondo, 2011, Italia)

Una commedia dai toni surreali, che ipotizza l'improvvisa sparizione di tutti gli extracomunitari dal territorio della penisola, per guardare il vuoto sociale, lavorativo, emotivo che inevitabilmente si viene a creare.  


Mettiamo una bella, civile e laboriosa città del Nord Est. Mettiamo che questa città abbia una percentuale alta di lavoratori immigrati, tutti in regola e ben inseriti. E mettiamo, per esempio, che un buontempone d’industriale si diverta a mettere quotidianamente in scena un teatrino razzista: iperbole, giochi di parole, battute sarcastiche, tutte, ma proprio tutte, così politicamente scorrette da risultare esilaranti. Mettiamo che un giorno il teatrino si faccia realtà; che gli immigrati, invitati a sloggiare, tolgano il disturbo. Per sempre.

 

Cose dell’altro mondo esplora questo paradosso, con lo stesso linguaggio politicamente scorretto del suo protagonista: ironia in luogo della drammaticità, imbarazzo al posto dell’ideologia, tenerezza dove si vorrebbe conforto sociologico. Capita così che il buontempone nordico e con lui un cinico poliziotto romano e una ‘buona’ e bella maestra elementare, vadano a gambe all’aria e continuino a rotolare in un mondo che ha perso il suo buon senso per trovarsi in bilico sull’orlo del precipizio e lì lanciare un’occhiatina nell’abisso dei loro cuori e nel buio del loro futuro. Per la prima volta un film italiano affronta le tematiche dell’immigrazione e del razzismo con una robusta vena comica, per la prima volta si racconta il “loro”, mettendo in scena il “noi”, per la prima volta si cerca di fare un passo avanti spintonando la coscienza a colpi di risate. Immaginare un mondo di colpo privato dell'apporto che gli deriva dalla presenza di immigrati extracomunitari significa - come ha sottolineato il regista - andare anche al di là della questione puramente economica, che inquadra i nostri gastarbeiter come "forza lavoro", o quantomeno come quelli-che-fanno-i-lavori-che-noi-non-vogliamo-più-fare. "Se gli immigrati, come racconta il paradosso del film, ci mancassero tutti all'improvviso, ci mancherebbero solo per motivi economici/lavorativi o anche umanamente?" chiede Patierno. Il film è liberamente ispirato alla pellicola A Day Without a Mexican di Sergio Arau e Yareli Arizmendi.

 

VENEZIA 68° - CONTROCAMPO ITALIANO

VOTO
 

4 COMMENTI

  • Image User
    marco
    il 07/09/2011
    alle 21:14

    Cose dell'altro mondo

    Il film è scandaloso non perché ironizza sul razzismo in Veneto, ma perché lo fa con un intento che ricalca un vecchio stereotipo Veneto=stupido, italiano=intelligente.
    I personaggi cattivi nella storia parlano tutti veneto, mentre quelli buoni parlano italiano con un accento romano, non avete notato questa differenza? bene… è un messaggio, è questa la vergogna.
    Nel film c’è razzismo verso la cultura e lingua veneta, noi non siamo stupidi e cattivi e i romani non sono buoni e civili.
    La vergogna in Italia è che nelle fiction e nei film alcune regioni sono più raccontate di altre: siamo ben abituati a vedere in tutte le sfaccettature il romano, il napoletano, il milanese o il simpatico toscano… mentre per altre regioni ci sono parti minime e diffamatorie (come il Veneto appunto e poi ad esempio il sardo=pastore di pecore). Questa azione diffamatoria io non la condivido, il Veneto non può essere sempre così rappresentato, è ora di finirla con la casalinga di Voghera, la servetta penosa che va a Roma in cerca di lavoro. Non si vede mai che ci sia un buon veneto che lavora e ha gran cuore. Nelle fiction avete mai visto un giudice veneto? o un carabinere veneto? o un prete eroico veneto? no! loro nascono a quanto pare solo nelle regioni “virtuose”.
    E poi questo film falsa la realtà, non siamo tutti leghisti in Veneto, gli immigrati si sono integrati meglio che al sud dove sono sfruttati nelle piantagioni di pomodori e arance e dove sono avvenuti anche fatti di sangue, cosa che da noi non è ancora successa, noi non spariamo agli extracomunitari come invece accade per davvero in certe altre regioni. E poi siamo quelli che quando ci sono casini andiamo ad aiutare: gli alpini sono intervenuti molte volte proprio nelle fantomatiche regioni “virtuose” che raccontano nei film.
    Poi fa sempre notizia quando un sindaco leghista fa qualcosa di razzista ma il divieto del Kebab è stato fatto anche a Lucca e non si è scandalizzato nessuno. Poi il dialetto e cultura da insegnare a scuola: è stata approvata la legge per la sicilia, ora è nel loro programma e tutto è bene… mentre in Veneto pare sia una “bestemmia leghista”.  Andate a vedere se dico bugie. Come mai due pesi e due misure? I razzisti non siamo noi.
    Io sono Veneto e sono fiero di esserlo.

  • Image User
    Piero
    il 08/09/2011
    alle 11:18

    Cose dell'altro mondo

    Caro Marco,
    Sembra che anche i sentimenti di indignazione siano ormai appaltati alla politica. Una commedia che dovrebbe far ridere dei luoghi comuni del Veneto, diventa un caso politico. Ma per favore! Lei teme che gli italiani giudichino i veneti dei razzisti dopo aver visto questo film? Mi pare che lei abbia una scarsissima considerazione dell’intelligenza degli italiani. Fa rabbrividire un paese che perde la capacità di distinguere tra satira, ironia e realtà. Nessuno ricorda Abatantuono (guarda caso sempre lui) ‘terruncello’? Stupido, meschino, ignorante. Ai terroni, quelli veri, quel ritratto gli è rimasto incollato per anni. Ma gli italiani sapevano benissimo che i meridionali non erano certo in quel modo.

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    marco
    il 09/09/2011
    alle 0:07

    Cose dell'altro mondo

    Ma guardi che io certamente non godo nemmeno nel vedere quando si recita il terruncello ignorante! sono comicià di bassa lega più penose che divertenti (qui si aprirebbe un capitolo sulla comicità italiana che vorrei evitare).
    Se legge bene il mio commento però è una critica al fare fiction e film in Italia. E’ innegabile che ci siano degli stereotipi, alcuni positivi e altri negativi (lei stesso lo ammette), e ci siano delle scelte ben precise sia di personaggi che di luoghi. Io non credo che gli italiani siano stupidi e pensino adesso che i veneti siano tutti razzisti e bifolchi (come se questo fosse poi un binomio: io conosco bifolchi buoni e “italianissimi veneti” molto razzisti), ma credo che generalizzare e diffamare i popoli sia sempre sbagliato, frustrarli porta sempre a conseguenze spiacevoli.
    Alla fine non sono d’accordo che queste cose “leggere” di satira valgano poco perché bene o male entrano nell’immaginario comune. E per calare nel caso specifico, questi messaggi scorretti che ho evidenziato vengono confermati proprio perché sappiamo esistere movimenti separatisti e leghisti (per questo diventò caso politico alla fine), è come gettare benzina nel fuoco. Lei crede di no?
    Cambiando discorso e facendo par condicio: pensiamo a quanta fiction viene prodotta sulla mafia, camorra, sparatorie, violenza e cose del genere in Italia, dove vengono girate le scene e con che personaggi? questa fiction entra nelle case ogni giorno e viene mostrata in prima serata. Lei crede che faccia bene ai meridionali questo martellante discredito? io sono convinto di no e ne farei volentieri a meno. Verrebbe da pensare che in quelle regioni sia impossibile vivere tranquilli. Io vorrei tanto che si rendesse giustizia una buona volta e si evitasse di alimentare questi luoghi comuni, e poi colpire il dialetto e la cultura locale come a farne spregio (è una forma di razzismo secondo me).  E poi si raccontassero tutte le regioni, anche quelle sconosciute come la valle d’Aosta.

  • Image User
    Stefano
    il 09/09/2011
    alle 15:36

    Cose dell'altro mondo

    Sono un ragazzo veneto di 26 anni, ho visto adesso il trailer dei film…..condivido pienamente l’idea del boicotaggio, altrokè razzisti, siamo troppo buoni invece!
    Nel trailer fanno vedere l’ambiente delle fabbriche dove senz’altro ci sono extracomunitari ben integrati e laboriosi,e quindi nessun problema di sorta…Mi domando perchè invece stranamente non dicono ke senza quei veri extracomunitari fannulloni e delinquenti sparirebbe quasi del tutto lo spaccio, e soprattutto i furti nelle case…..basta leggere il mattino di padova o il gazzettino….quasi ogni giorno è un bollettino di guerra….(soprattutto nella mia amata Padava) e i protagonisti sono quasi sempre extracomunitari, non mi pare sia razzismo pensare di tenere gli extracomunitari ke si integrano e lavorano e mandare a casa i delinquenti!

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