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Confusi e Felici

Locandina del film Confusi e Felici
TRAILER Fermo immagine del trailer
Confusi e Felici
(Confusi e Felici, 2014, Italia)

Dal regista di Nessuno mi può giudicare e Viva l’Italia Massimiliano Bruno, una nuova e divertente commedia. Confusi e felici! Protagonista Claudio Bisio, che torna al cinema dopo il successo di Benvenuto Presidente.
Anche gli psicanalisti possono cadere in depressione! Lo sa bene Marcello (Claudio Bisio), psicanalista cialtrone e cinico, che un giorno decide di chiudersi in casa e mollare tutto.  Questo gesto “estremo” non viene accolto bene da Silvia (Anna Foglietta), segretaria di Marcello, che decide di radunare i suoi pazienti per cercare, tutti insieme, di farlo uscire dalla crisi. Un’ idea bellissima, se non fosse che, ad aiutare Silvia, ci saranno: un  telecronista in crisi per il tradimento della moglie (Rocco Papaleo), uno spacciatore affetto da attacchi di panico (Marco Giallini), un quarantenne mammome cronico (Massimiliano Bruno), una ninfomane decisamente invadente (Paola Minaccioni) e una coppia in crisi sessuale (Paolo Sermonti e Caterina Guzzanti). Strampalati, ma affettuosi e divertenti, i pazienti di Marcello cercheranno in ogni modo di tirargli su il morale!



Una domanda a Massimiliano Bruno

Che cosa ti stava a cuore raccontare?

“Confusi e felici è il mio terzo film da regista ed è più simile a “Nessuno mi può giudicare” che a “Viva l’Italia”, fin dalla fase della sceneggiatura scritta con Edoardo Falcone volevo mettere l’accento su come sia possibile, lavorando su se stessi, trasformarsi e diventare persone migliori. La nostra storia cerca di dire che di fronte alle avversità bisogna reagire e cibarsi del meglio che abbiamo intorno a noi, il che può essere rappresentato dall’amore, dall’amicizia ma anche dai consigli di persone più sagge di noi in grado di indicarci una strada migliore rispetto a quella che stiamo percorrendo al momento. Frequento la psicanalisi da venti anni e mi faceva piacere poter mettere al servizio del pubblico un mio percorso che mi ha giovato, mi ha fatto bene e mi ha reso più profondo: il senso generale è che si può guarire e la nostra scelta è stata quella di descrivere il percorso di rinascita attraverso comicità, approfondimento dei personaggi e tanta verità.”

Una domanda a Claudio Bisio

Che cosa ti ha interessato del copione e del progetto?

“La risposta più ovvia è che si trattava di una bella sceneggiatura, ma aggiungerei la voglia e la curiosità di lavorare con colleghi e, in alcuni casi, direi proprio amici con i quali però non avevo mai avuto occasione di “giocare” e parlo non solo del regista (e attore) Massimiliano Bruno, ma anche di Giallini, Papaleo, Foglietta, Minaccioni, Guzzanti. Solo con Pietro (Sermonti, ndr) avevo già girato l’ottimo “Amore, bugie e calcetto” di Luca Lucini. Tra l’altro, non so se avete notato, ma sono tutti romani (a parte il lucano Papaleo), quindi un altro motivo di interesse della sceneggiatura è vedere un “milanese a Roma”, alle prese con la pajata, la Garbatella e Torre Sfranta, tutte cose che ho scoperto girando il film.”

Una domanda a Marco Giallini

Chi è il personaggio che interpreti e che cosa gli accade in scena?

“Si chiama Nazzareno e il suo mestiere è quello di spacciatore di droghe leggere, non è più un tipo giovanissimo ma conserva il suo giro di frequentazioni. Alla fine si capisce che in fondo è una brava persona, un uomo buono (“ignorante come una borraccia di fanteria”, diceva mio padre) come viene rivelato dal suo rapporto con la sua giovane fidanzata cubana. Quando si scopre che lei è rimasta incinta lui, in un primo momento, vorrebbe evitare di prendersi qualsiasi responsabilità ma col tempo ci sarà un risvolto addirittura romantico in cui penso addirittura di riuscire ad intenerire. In fondo nei miei film brillanti, più che il cattivo di turno annunciato all’inizio, finisco quasi sempre col rivelarmi con il cuore tenero, un duro solo presunto. Questo Nazzareno somiglia forse a certi miei personaggi del passato, che dietro al divertimento rivelano una forte umanità ma poi c’è sempre qualcosa di nuovo da aggiungere, alla fine sono sempre io che mi metto al servizio dei vari personaggi, dietro ogni carattere ci sono sempre io con il mio vissuto.”

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