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Ci vuole un gran fisico

Locandina del film Ci vuole un gran fisico
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Ci vuole un gran fisico
(Eva dopo Eva, 2012, Italia)

Arrivata alla soglia dei cinquant’anni Eva comincia ad accusare i colpi dell’età, ma non ha nessuna intenzione di cedere. Una straordinaria Angela Finocchiaro ci racconta la storia della rivincita delle tardone.

 Eva (Angela Finocchiaro) è una donna come tante. Come riesce a fare tutto? Semplice, di corsa. Facendo l’equilibrista, come solo le donne a volte sanno fare. Sempre in bilico tra lavoro, famiglia, l’ex marito Gino (Elio, delle Storie Tese), la figlia ribelle Francesca (Antonella Lo Coco, che dal palcoscenico di XFactor approda per la prima volta sul grande schermo), l'arzilla madre Lidia (Rosalina Neri); i colleghi tra cui Cinzia (Laura Marinoni) una coetana per cui il tempo sembra non passare mai, lo spietato caporeparto Pagliai (Raul Cremona), Oscar (Jurij Ferrini) che la corteggia forse con troppa timidezza; e poi le bollette, il mutuo e una volta la settimana tanto per vivacizzare, la spesa al supermercato. Sesso, non pervenuto. Forma fisica, così così con tendenza al disfacimento. E come se non bastasse per Eva è in arrivo un compleanno molto speciale: cinquanta candeline sulla torta… un bel fuoco da spegnere!

Con una travolgente umanità Eva affronta le avventure di una donna alle prese con la crisi di mezza età. Un momento molto delicato per lei, soprattutto perché il destino le invia per aiutarla un misterioso individuo dotato di poteri sovraumani (Giovanni Storti). Ce la farà Eva ad arrivare al fatidico compleanno con fiato sufficiente per spegnere tutte quelle candeline? Certo, le donne possono fare tutto, però… Ci vuole un gran fisico!

In un primo momento il film si doveva chiamare Eva dopo Eva e questo vi fa già capire quali – anche se lontane – ispirazioni ha avuto nello scrivere e interpretare il film Angela Finocchiaro. Sua infatti anche la sceneggiatura, firmata insieme a Valerio Bariletti, Walter Fontana e Pasquale Plastino, quest’ultimo collaboratore storico di Carlo Verdone. La regia è della filmaker di origine parigina Sophie Chiarello che, per anni ha lavorato come aiuto di Massimo Venier, regista dei film di Aldo, Giovanni e Giacomo (quest’ultimo fa parte del progetto in veste di attore). “Fino all’inizio del Novecento – ha affermato una sempre scoppiettante Finocchiaro – le donne morivano prima di arrivare alla menopausa. Noi no. Noi esploriamo lo shock da soglia sull’orlo di questa nuova età. Un’età, quella delle cinquantenni, che sta cominciando ad interessare il cinema. Per nulla intenzionate a diventare invisibili in una società che fa della gioventù il valore supremo e delle lolite il massimo oggetto del desiderio – anche di maschi piuttosto attempati – e io ho voluto ribadire che le ‘tardone’, le ‘carampane’ non ci stanno a farsi mettere da parte. E nel film che ho scritto insieme ai validissimi autori che mi hanno aiutato racconto proprio di una donna, Eva, che è come divenuta invisibile, che non ha più sogni ma solo bisogni e non sono i suoi. Ma, poi, come a volte capita, nella vita, basta un sassolino nella scarpa e tutto cambia. In questo caso è molto più di un sassolino ma è un uomo che metterà in moto una valanga di eventi e di cambiamenti”. Situazioni comiche e paradossali che sebbene non dimenticano mai di parlare di maturità, fanno scoprire che la vita  può essere goduta fino in fondo, ad ogni età. 

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