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Biutiful

Locandina del film Biutiful
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Biutiful
(Biutiful, 2010, Spagna/Messico)

In una Barcellona lurida ed equivoca, un uomo attende la morte con feroce rassegnazione, cercando di sistemare, a modo suo, il futuro dei suoi due bambini e della sua ex-moglie gravemente depressa.


Uxbal (Javier BardemPalma d’Oro al Festival di Cannes 2010, ex aequo con Elio Germano), è un uomo con grandi difficoltà. Vive a Barcellona, ai margini della città, ha una ex moglie squilibrata e dei bambini che lo adorano e che lui ama moltissimo. Ma ha il cancro. La sua vita che è già sopravvivenza diventa ulteriormente precaria per via di questa malattia che lo divora piano piano nel corpo e nell’anima. Ma Uxbal non si arrende, mai, fino alla fine. Iñárritu ha narrato un personaggio indimenticabile, un uomo metafora, attraverso il suo decadimento fisico e psicologico dei nostri tempi e della società che lo circonda. Ovvero il mondo dove noi viviamo.

 

Il primo film di Alejandro González Iñárritu (21 grammi, Babel) senza le sceneggiature ad incastro e gli sbalzi temporali tipici della sua collaborazione con Guillermo Arriaga, ha dato vita ad un nuovo, lineare, commovente capitolo del suo 'cinema del dolore'. Con Biutiful il regista segue il suo personaggio dall’inizio alla fine, senza allontanarsi mai da lui, e senza nessuno salto indietro o in avanti. Ritornando sui temi a lui da sempre cari: il destino, la morte, la paternità, mostrando una città celebre, nei suoi quartieri multietnici popolati di gente costretta quotidianamente a sopravvivere. La sceneggiatura è stata scritta dal regista, da Armando Bo e da Nicolas Giacobone. La fotografia è stata curata da Rodrigo Prieto, la colonna sonora da Gustavo Santaolalla.

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