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Reality

Locandina del film Reality
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Reality
(Big House, 2011, Italia)

Dopo Gomorra, Garrone cambia completamente registro spostando lo sguardo dalla microcriminalità alla subcultura televisiva, che ha provocato danni incalcolabili nelle fasce più deboli della popolazione. Una commedia sulla nuova religione dell'apparire e sulla divinità del piccolo schermo. Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes.

 

Luciano (Arena) è un pescivendolo napoletano che per integrare i suoi scarsi guadagni si arrangia facendo piccole truffe insieme alla moglie Maria (Simioli). Grazie ad una naturale simpatia, Luciano non perde occasione per esibirsi davanti ai clienti della pescheria e ai numerosi parenti. Insomma è un vero e proprio personaggio. Un giorno, all'interno di un centro commerciale, per accontentare i suoi figli, partecipa ad un provino per entrare nella nuova edizione di “Il Grande Fratello”. Da quel momento in poi la sua percezione della realtà non sarà più la stessa e rimarrà in attesa della tanto desiderata telefonata...

 

Matteo Garrone racconta con linguaggio da fiaba l'avventura del pescivendolo Luciano, uno straordinario Aniello Arena, che ad un certo punto vuole di più dalla sua vita, vuole soldi e fama, e vede in quell'accidentale provino fatto per “Il Grande Fratello” la chiave di svolta. Ma lungo la strada la favola si fa sempre più nera e il sogno si trasforma in incubo. Garrone non racconta il mondo dorato ed effimero di una certa televisione, ma le conseguenze che quel mondo porta ad una persona, fino a cambiarle il rapporto stesso con la realtà e con la vita. “Ho simpatia per Luciano – afferma il regista – è solo una vittima. In fondo quello che ho raccontato è un contagio, come in un film di fantascienza. Lui e la sua follia sono l'elemento centrale, ma il virus ha colpito in maniera molto più vasta: la sua famiglia, il suo quartiere, l'intera società”. “Dopo Gomorra volevo fare un film diverso – dice Garrone – e così ho provato a fare una commedia che si è rivelata essere non solo quello ma anche una favola nera. Il film nasce da una storia vera che mi è stata raccontata. Poi, insieme ai miei sceneggiatori, l'abbiamo trasfigurata in una riflessione sul paesaggio contemporaneo. Un viaggio fatto di sogni e attese di questi sogni, due piani: uno esterno, geografico e l'altro interno, psicologico. Due piani che sono, ovviamente, connessi. Reality è un film sulla percezione del reale, la storia di un uomo che esce dalla realtà ed entra nel proprio immaginario. Durante le riprese ero di continuo alla ricerca di quel sottile equilibrio tra realtà e sogno, ricercando anche dal punto di vista figurativo una dimensione favolistica”.

 

 

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