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Avatar

Locandina del film Avatar
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Avatar
(Avatar, 2009, Stati Uniti)

"Posso dire per certo che Avatar è un capolavoro, tecnico, visivo, emotivo. Durante la proiezione non riuscivo a credere ai miei occhi. E' il film di fantascienza più bello che abbia visto dai tempi di "Guerre Stellari", nel 1976 ...." (Steven Spielberg). Sicuramente il successo per Avatar è arrivato più dal pubblico (record assoluto di incasso) e dalla critica che dagli Oscar. Su nove nomination sono usciti tre Premi: MIGLIOR FOTOGRAFIA: Mauro Fiore; MIGLIOR SCENOGRAFIA: Rick Carter, Robert Stromberg e Kim Sinclair; MIGLIOR EFFETTI SPECIALI: Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham, Andy Jones.


Ambientato nel 2154, il film segue una missione militare terrestre inviata nel lontano pianeta Pandora, abitato dalla pacifica tribù dei Na'vi (esseri dall'aspetto umanoide, dalla pelle blu, alti più di tre metri, con la coda, le orecchie a punta e il volto tatuato). Il pianeta è ricco di un rarissimo minerale necessario, anzi indispensabile, per la vita sulla terra. La missione non ha alternative, dovrà ottenere il minerale con le buone o con le cattive. Se necessario anche con lo sterminio dei Na'vi. Poiché l'atmosfera di Pandora non permette agli umani di respirare, grazie all'ingegneria genetica applicata ad una sofisticatissima macchina, inventata dalla scienziata Sigourney Weaver, le loro coscienze vengono trasferite ad un avatar, degli ibridi geneticamente sviluppati dal DNA umano unito al DNA dei nativi di Pandora. mentre il loro corpo 'umano' resta immobile in stato di trance dentro la navicella spaziale, in attesa di riaccoglierli alla fine della missione. Jake (Sam Worthington) è un ex marine, da tempo paralizzato, che su Pandora, rinato nel corpo del suo Avatar, riscopre la gioia di poter correre.

Incaricato di provare a convincere i Na'vi a cedere pacificamente il pianeta ai terrestri, si innamorerà dell’indigena Neytiry, figlia del Re di questa pacifica tribù, ed imparerà ad apprezzare il loro rapporto con la natura. Ma ben presto, come previsto, le cose precipiteranno, e Sam dovrà fare una scelta.

 

Tredici anni fa lo abbiamo lasciato mentre con 11 Oscar tra le braccia gridava: “Sono il Re del Mondo!”. E aveva ragione, il suo Titanic è il film di maggiore incasso della storia del cinema. Ora James Cameron ritorna da Re con Avatar un film che è stato definito 'epocale' come quando dal muto si passò al sonoro, dal bianco e nero al colore. Dodici anni di lavoro, un costo superiore ai 300 milioni di dollari, che lo rende il film più costoso della storia, una sfida tecnologica senza precedenti, il brevetto di nuove macchine da ripresa, l'evoluzione del 3-D e del motion-capture, la creazione di un nuovo mondo, di nuovi esseri, di nuove piante, Avatar apre nuovi, grandiosi scenari, e, come è stato detto, dopo questo film il cinema non sarà più lo stesso. Un'esperienza sensoriale, emotiva e spettacolare, con un forte messaggio ambientalista: “In fondo – ha dichiarato Cameron – quello che racconto sempre è che le scelte che facciamo sono importanti. Anche Titanic parlava di quanto è fragile l’essere umano: quel transatlantico come pure la base militare sono le metafore del nostro mondo sul quale navighiamo ciechi verso la notte, in attesa di un impatto distruttivo”. Continua il regista: “L’ironia in tutto questo consiste nell’usare la tecnologia per raccontare una storia in cui la tecnologia è il nemico. Ma in realtà la tecnologia non è il male, tutto dipende da come la usiamo”. 

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