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A single man

Locandina del film A single man
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A single man
(A single man, 2009, Usa)

Siamo a Los Angeles nel 1962, l’uomo solo è proprio questo dandy che da poco ha perso il compagno, Jim, dopo 16 anni di convivenza, in un incidente d’auto. Il Professor Falconer ha una bellissima casa, è ricco, elegante, ha dei bei vestiti ed è uno stimato intellettuale oltre che insegnante in una delle più prestigiose università della città degli angeli. Ha una amica, con cui ha avuto una storia in gioventù Charley (Julianne Moore) e uno studente che lo perseguita Kenny (Nicholas Hoult, il ragazzino di About a boy che ora è diventato uno splendido giovanotto). Nonostante George abbia gente che lo cerca e si prenda cura di lui la voglia di vivere è scomparsa insieme a Jim (Matthew Goode). Eppure George all’università insegna ai suoi allievi a non vivere nella paura, a non farsi sopraffare dagli eventi, quello che deve accadere, alla fine accade. E ‘lei’ (la morte) arriverà.

La storia è un adattamento dello stesso Ford del romanzo omonimo di Christopher Isherwood, pubblicato nel 1964. “Sono rimasto commosso dall’onestà e dalla semplicità della storia. Tre anni fa, dopo avere cercato il progetto giusto da sviluppare come mio primo film, mi sono ricordato di questo romanzo e del suo protagonista di cui avevo letto il romanzo nei primi anni ’80" - afferma Tom Ford. "Ho preso in mano il libro e l’ho riletto, e questa volta mi ha parlato in modo completamente diverso. Si tratta di una storia profondamente spirituale, che descrive la giornata di un uomo che non riesce a immaginare il proprio futuro. E’ una storia universale che parla del riconciliarsi con il senso dell’isolamento che proviamo tutti, e dell’importanza di vivere nel presente e di capire che le piccole cose della vita sono in realtà le grandi cose della vita”.

Tom Ford non è solo lo stilista che ha rilanciato nomi come Gucci o Yves Saint Laurent e che da un po’ di anni ha una sua linea di moda Fade to Black, adorata dalle star di Hollywood e anche da noi comuni mortali. Il signore texano è un esteta, con un gusto raffinatissimo e il suo A Single Man mantiene lo stesso stile, senza essere estetizzante. Niente è patinato e fine a se stesso. L’estetica è parte integrante della storia e della vita del Professor George Falconer (ruolo che ha fatto guadagnare a Colin Firth la Coppa Volpi al Festival di Venezia) . Tragico, divertente, drammatico e ironico proprio com’ è la vita.

Tom Ford inoltre riesce sa maneggiare con molta cura e rispetto questa storia omosessuale. Non induge in particolari pruriginosi concentrandosi invece su un essere umano che sta cercando di sopravvivere ad una perdita e alla sua profonda solitudine. A Single Man è una storia d’amore, tra due uomini ma non sarebbe cambiato nulla se fossero stati un uomo e una donna. Non è un film militante ma la storia di un uomo alla ricerca del significato della propria vita. “Voglio ringraziare – conclude Ford – gli attori che sono tutti eccezionali. Julianne Moore è stata la prima ad accettare. Quando poi Colin Firth, libero dai suoi impegni, ha detto sì, ho cominciato a pensare che tutto sarebbe andato per il verso giusto. Ora, quando vedrete il film, vi accorgerete che lavoro eccelso di sottrazione ed emozione è riuscito a realizzare Firth”.

 

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