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A Serious Man

Locandina del film A Serious Man
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A Serious Man
(A Serious Man, 2009, Stati Uniti)

A Serious Man è il film più personale dei fratelli Coen. Ma i due registi di culto che, con 14 film, hanno realizzato altrettante devastanti anatomie dei nostri tempi, non amano mai rivelare troppo di loro, della loro vita, del loro ambiente e delle loro aspirazioni. Preferiscono raccontare l'anormalità della normalità.

Siamo nel 1967, e Larry Gopnik (Stuhlbarg), professore di fisica in una tranquilla università del Mid West, ha appena saputo da sua moglie Judith (Lennick) che lei ha deciso di lasciarlo poiché si è innamorata di Sy Ableman (Melamed), un uomo a suo avviso molto più concreto e importante dell'inetto Larry. Il fratello disoccupato di Larry, Arthur (Kind) dorme sul divano di casa loro, il figlio Danny (Wolff) ha seri problemi disciplinari e non combina nulla alla scuola ebraica mentre la figlia Sarah (McManus) gli ruba costantemente i soldi dal portafogli per potersi rifare il naso. E mentre sua moglie e Sy progettano allegramente la loro nuova vita insieme, suo fratello diventa un peso sempre più insostenibile, un anonimo gli scrive lettere minacciose e ostili che mettono a repentaglio la sua cattedra all'Università e uno studente tenta di corromperlo per ottenere la promozione minacciandolo al contempo di denunciarlo per diffamazione. A peggiorare le cose, c'é anche la bella vicina di casa che gli infligge insopportabili tormenti prendendo il sole nuda. Alla ricerca del perduto equilibrio, Larry chiede consiglio a tre rabbini diversi. Ma ottiene solo risposte evasive, come se a Dio non importasse della sua sofferenza.

Passato Fuori Concorso al recente Festival Internazionale del Film di Roma, l'ultima opera dei fratelli Coen è a dir poco spiazzante. Un noir dove non viene versata una goccia di sangue. Tutto appare tranquillo e rassicurante mentre, in realtà, la vita di Larry è un vero tormento. Una discesa agli inferi con destinazione apocalittica che progredisce piano piano. E quando l'uomo, ebreo osservante, non ce la fa più, cerca risposte nella religione. Ma il suo destino sembra essere quello di ottenere altre domande alle quali non viene data nessuna risposta. Incontrati a Roma i Coen hanno detto: "La sceneggiatura di questo film l'abbiamo buttata giù anni fa. All'inizio doveva essere un corto su un rabbino che avevamo incontrato da adolescenti, una specie di Mago di Oz che non diceva mai una parola ma era molto carismatico. Poi con il passare degli anni la nostra gioventù ci è apparsa più interessante. Il film però non è ispirato alle nostre vite ma, sicuramente, all'ambiente nel quale siamo cresciuti. Ci siamo divertiti a ricrearlo con molto affetto. Ma i personaggi sono del tutto fittizi". A Serious Man è anche una riflessione 'amara' sulla religione ebraica e sull'essere cresciuti in una famiglia osservante. "E' vero - afferma Joel Coen - ma non intendevamo insultare nessuno. Per noi essere ebrei è sempre stato più un fatto etnico che religioso. Non abbiamo mai messo in discussione che avremmo studiato religione e che avremmo fatto il bar mitzvah, anche se avevamo altro per la testa".

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