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A Letter to Elia

Locandina del film A Letter to Elia
A Letter to Elia
(A letter to Elia, 2010, Usa)

Vedere On the Waterfront e East of Eden da giovane è stata per Martin Scorsese, cresciuto a Little Italy, un’esperienza che gli ha cambiato la vita. Scorsese, che vediamo o ascoltiamo durante tutto il film, ripercorre la vita di Kazan, nonché la propria, nel segno di quella crescente presa di coscienza che ci dovesse essere un artista dietro la cinepresa, qualcuno “che mi conosceva, forse meglio di quanto conoscessi me stesso”. È un film sull’importanza di essere esposti ai film giusti al momento giusto, quando si è adolescenti e completamente aperti e pronti a entrare in contatto, a essere spronati da ciò che si vede lassù, sul grande schermo, per poi, forse, iniziare un percorso che possa portare alla creazione di film propri. Costituito da spezzoni, fotografie, letture dall’autobiografia di Kazan e dal suo discorso sulla regia (letto da Elias Koteas), da un’intervista su videocassetta a un Kazan già anziano e dal commento di Scorsese davanti alla cinepresa o fuori campo, A Letter to Elia guarda da vicino alla vita dell’arte e alla sua creazione: il lavoro, le distrazioni, le ispirazioni, le complicazioni, i raccordi tra l’arte e l’esperienza vissuta. A Letter to Elia, scritto e diretto da Scorsese e Kent Jones, è un film profondamente personale, un ritratto e autoritratto sincero, ed un riconoscimento altrettanto sincero della vicinanza e della distanza tra gli artisti e le loro opere.

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