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Zack Snyder: ‘Adoro i miei gufi che sanno distinguere tra il Bene e il Male’

Attualità, Interviste

13/10/2010

Il regista di 300, Watchmen, Sucker Punch e del prossimo Superman, Zack Snyder ha 44 anni, ne dimostra 30 e disegna in maniera impressionante. Mentre lo ascoltiamo per il suo nuovo film Il Regno di Ga’Hoole – La leggenda dei guardiani, in arrivo il 29 ottobre in 300 copie per la Warner Bros., quasi ci distriamo dalle sue parole per seguire la sua penna e i tratti che schizza su un blocco. Ci riprendiamo, anche perché la moglie Deborah Snyder produttrice del film siede accanto a lui e sorveglia l’andamento delle cose, e così iniziamo subito dalla notizia uscita pochi giorni fa. Ovvero che cosa ci può dire del nuovo Superman sul quale inizierà a lavorare appena terminerà la promozione di questo fantasy... e come è stato scelto tra i tanti nomi che sono girati sul web e sulla carta stampata prima che fosse ufficializzato il suo?

“Onestamente – ci dice Snyder – non ho idea del perché fra tanti registi abbiano scelto proprio me. Posso dire che non è stata una vera e propria gara, si erano fatti dei nomi e poi un giorno la produzione mi ha chiamato. Sono chiaramente molto eccitato da questa sfida anche perché ho un sincero amore per il personaggio di Superman e, penso, che sarà molto interessante pensare ad una storia calandolo nel mondo attuale. Senza dimenticare mai il rispetto per il suo passato e per la sua mitologia. Non ho, insomma, nessuna intenzione di stravolgere il personaggio”.

Come è nata l’idea di dirigere un fantasy per famiglie come quello di Ga’Hoole? “E’ una storia bizzarra. – afferma il regista – Un giorno io e mia moglie Deborah eravamo nell’ufficio di amici della Warner Bros.  e vediamo alle pareti del loro ufficio degli splendidi dipinti con gufi, barbagianni e volatili vari. Tutti ripresi in ambientazioni molto suggestive. Di conseguenza chiediamo a quelli della Warner di cosa si trattasse e loro ci dicono che sono delle riproduzioni dei personaggi presi dai 14 romanzi di Kathryn Lasky chiamati ‘I Guardiani di Ga’Hoole’. Prima che esprimiamo un giudizio ci avvertono che non è roba che fa per noi, ci fanno sapere che sarà un film per bambini e che verrà realizzato con la Animal Logic, coloro che hanno creato Happy Feet. Io e mia moglie insistiamo e diciamo che invece il progetto ci interessa, anche perché ci piacerebbe prima o poi fare un film che possa vedere la nostra numerosa famiglia (Znyder ha sei figli, quattro avuti con la prima moglie e due con Deborah ndr.). E così riusciamo a convincerli e scopriamo anche che hanno già pronta una sceneggiatura improntata sui primi tre dei quattordici romanzi. C’erano troppe coincidenze, da tempo pensavamo ad una pellicola per i nostri bambini e – ovviamente – non doveva essere una cosa qualsiasi, inoltre quelli della Animal Logic li conosciamo molto bene, dato che ci abbiamo lavorato per 300.

Non ci sembrava vero di tornare a collaborare con loro. Quando poi abbiamo letto la sceneggiatura è nato l’amore. Il Regno di Ga’ Hoole è una straordinaria avventura, epica, romantica, basata sugli archetipi delle grandi storie, quindi trasmette un profondo senso di moralità. E trovo che questa sia una qualità preziosa vivendo in una società che ha completamente perso il senso, il valore di questo concetto che sta alla base dell’esistenza. In questa epopea c’è il Bene, il Male, Caino e Abele, ma anche molto umorismo. E’ decisamente una pellicola per tutti. Abbiamo cercato il più possibile di rimanere fedeli ai romanzi portando cambiamenti che non stravolgessero la loro essenza. Perché inevitabilmente, e io ne so qualcosa, adattare per il grande schermo un fumetto, un romanzo, un libro impone dei cambiamenti”.

Il film è in 3D e raramente abbiamo assistito ad un uso di questa tecnologia in maniera così raffinata e adeguata. Oltre a questo tutta la pellicola è curatissima. Come avete lavorato?
Sarebbe molto lungo spiegarlo nel dettaglio. Vi dico però che abbiamo ripreso, in pre-produzione, la vita di gufi e barbagianni, come fosse un documentario. Volevamo che ci entrasse in testa come si muovono queste creature notturne. Dato che nel film ci sono anche persone vere che mimano (come Gollum ne Il Signore degli Anelli ndr.) qualche personaggio della storia, abbiamo poi creato un mix tra gli atteggiamenti di un essere umano e quelli di un volatile.

Per quanto riguarda il 3D, Ga’ Hoole è stato concepito da subito in questo formato, quindi il tridimensionale non ha guidato il film ma ne è diventato una parte fondamentale dalla prima fase di lavoro. Già nei primissimi disegni che buttavo giù immaginandomi i personaggi, il loro contesto era sempre pensato in profondità. Il loro modo di volare, l’ambiente in cui vivono, le battaglie... insomma ogni singola sequenza del film è stata concepita tenendo presente il 3D. Questo ha facilitato molto anche il mio modo di lavorare perché la tridimensionalità non mi ha portato a cambiare metodo. Ho solo disegnato e pensato tenendo sempre ben presente la profondità e il punto di vista dello spettatore e ho lavorato come faccio di solito per tutti i miei film”.

In questo film c’è un uso della violenza molto diverso rispetto ai suoi film precedenti... Ovvero la violenza la vediamo durante le battaglie utilizzata al fine che Il Regno di Ga’ Hoole abbia la meglio sui malvagi Puri e riescano in questo modo a riportare la pace... quindi per una buona causa. Si è divertito o si è sentito frustrato?
“E’ vero – afferma Snyder – è la prima volta che la violenza viene usata in maniera ‘innocente’. Prendetela veramente con le virgolette perché non voglio assolutamente fare una apologia della violenza però io sono uno abituato ad una violenza sovversiva nei miei film, uno per tutti Watchmen. Ma non solo. Qui invece è tutto più bianco e nero, c’è l’eroe e la sua lotta pura e senza macchia per ristabilire l’ordine nello splendido Universo Notturno dei Gufi”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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