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Yves Saint Laurent, cosa ne pensa il mondo del film di Jalil Lespert

Attualità

25/03/2014

Il 27 Marzo arriva nelle sale italiane Yves Saint Laurent, il film diretto da Jalil Lespert che ricreda uno dei più celebri esponenti della storia dell’alta moda. Nel cast Pierre Niney, Guillaume Gallienne, Charlotte Lebon, Laura Smet, Marie de Villepin, per una distribuzione curata dalla Lucky Red. Nel 1957 a Parigi, a soli 21 anni, Yves Saint Laurent è chiamato a dirigere la grande casa di moda fondata da Christian Dior, da poco scomparso. Da quel momento tutti gli occhi e riflettori sono puntati su di lui: il mondo della moda è impaziente di scoprire il talento del giovane e promettente stilista. Durante la presentazione della sua prima collezione Yves conosce Pierre Bergé che da quel momento diventerà suo compagno di vita e di affari. A tre anni da quel magico incontro i due fondano insieme la Yves Saint Laurent Company, destinata a divenire uno dei marchi di moda più famoso al mondo.

Anche se la sceneggiatura, basata sulla biografia di Laurence Benaim, è tutta accumulo e nessun profitto, non vi è una sufficiente comprensione emotiva per la mancanza di fuochi d'artificio nella narrazione dell'ultima mezz’ora del film” scrive la rivista The Hollywood Reporter, suscitando i primi dubbi sul film drammatico e biografico che non sembra aver convinto del tutto la stampa internazionale. “Elegante come i vestiti dell'uomo, questo bel film biografico ripercorre 20 anni pieni di incidenti della vita del designer” sostiene l’Empire, abbastanza soddisfatto dell’opera di Jalil Lespert, regista giovane che ha lavorato spesso come attore e ha deciso di mettersi alla prova nuovamente dietro la macchina da presa”Il film di Jalil Lespert tratta di un eroe con una grande mancanza di serietà, e nemmeno il ritratto inquietante di Niney può giustificare l’ arte di YSL e la sua fragilità mentale” scrive Total Film, mentre The Playlist afferma che “Il film si svolge nel corso degli anni venti, e Saint Laurent è scena per scena raffigurato come un genio, un maniaco-depressivo, drogato, amico mercuriale, un amante delle feste e un'anima terribilmente, terribilmente sensibile.

Egli è stato senza dubbio tutte queste cose e di più, è solo un peccato che lui fosse anche una persona”. Spesso sono stati criticati film che hanno portato sul grande schermo la vita di uomini dalla morale discutibile e dalla vita eccessiva e sopra le righe, ma sono figure fondamentali della storia umana e che hanno lasciato comunque un contributo importante alla crescita di un Paese e dell’arte, in questo caso, della moda. “Purtroppo, questo film gentile, toccando alcuni punti, è così disperato da non offendere, è un film  equivalente ad un paio di scarpe comode” ironizza il Time Out London, mentre Variety sottolinea che “L’ abito fa il monaco, ma non può salvare il film, in Yves Saint Laurent, dove la vita di uno dei grandi innovatori dell’ alta moda diventa un deludente trattamento da parte dei numeri”. Un parere altalenante si evince dalla critica internazionale, ma Yves Saint Laurent è un film interessante per conoscere i retroscena e le tappe fondamentali della vita di un artista che ancora oggi è sinonimo di eleganza e prestigio.

Scritto da Letizia Rogolino
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