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X-Men Giorni di un futuro passato: il destino non è (ancora) scritto

Recensioni

14/05/2014

Il ritorno di Bryan Singer dietro alla macchina da presa di un film degli X - Men costituisce sicuramente una marcia in più per un film che aveva l'ambizione di mettere a confronto due generazioni differenti di interpreti legati alla saga Marvel senza farlo diventare necessariamente un progetto solo per appassionati di fumetti.

X-Men Giorni di un futuro passato è quindi soprattutto e senza dubbio un ottimo film di fantascienza che ha per protagonisti dei Supereroi, ovvero esseri dotati di poteri straordinari: mutanti che vengono combattutti e schiacciati dalla razza umana fino ad uno scontro finale, quando anchei personaggi più amati rischiano di soccombere uno dopo l'altro, ammenoché qualcuno non riesca a tornare indietro nel tempo. L'unica speranza è quella di provare a fermare le mani di Mistica prima che, uccidendo uno scienziato, inneschi una serie di eventi a catena che porteranno la distruzione di tutti i mutanti attraverso dei Super Robot chiamati " Le sentinelle".

Questo qualcuno è, inevitabilmente Wolverine, l'immortale che durante la conferenza di Parigi del 1973 che ha segnato la pace tra il Vietnam e gli Stati Uniti dovrà non solo riuscire a rintracciare e bloccare Mistica, ma - al tempo stesso - convincere il Professor X e Magneto a tornare a combattere fianco a fianco in maniera leale.

Come in X - Men, Le Origini la storia e i materiali di repertorio con il loro sapore vintage, rendono particolarmente divertente e interessante questo film. Il coinvolgimento di Magneto nell'assassinio di Kennedy, la New York del 1973 impreziosiscono questa storia che ha i suoi momenti migliori con l'esilarante apparizione del presidente Richard Nixon e l'apparizione di un nuovo personaggio amatissimo dai fan, ovvero il velocissimo Quicksilver protagonista di un momento spettacolare girato in slow motion.

Un'ottima sceneggiatura, un grande cast e - soprattutto - una regia molto equilibrata rendono questo film, probabilmente, il migliore dell'intera saga degli X men anche in virtù di uno spettacolare uso narrativo dei viaggi del tempo per esplorare la psicologia dei protagonisti.

Il confronto tra passato e presente, il fascino di personaggi raccontati nel passato da attori di classe come James McAvoy e Michael Fassbender e nel presente da interpreti carismatici come Patrick Stewart e Ian McKellen fanno di questo film una chicca speciale in grado di essere la sintesi perfetta dei due spin off legati al solo Wolverine (peraltro non particolarmente riusciti entrambi...) e i quattro film precedenti sugli X - Men

Probabilmente quello che Marvel sta facendo per conto suo prima con Universal e oggi con Disney impone uno standard più elevato anche a franchise che oggi appartengono ad altre Major come nel caso degli X - Men e di Spider-Man.

Avere un vero autore alla regia come Bryan Singer fa sì che un film del genere possa funzionare decisamente meglio e non essere semplicemente un'altra storia di supereroi in 3D. In questo senso l'utilizzo di Hugh Jackman nel ruolo del beneamato Wolverine dimostra le infinite possibilità di rendere al meglio dei personaggi a patto che ci siano degli autori e degli sceneggiatori in grado di utilizzarli al meglio.

X-Men Giorni di un futuro passato è dunque una piacevole sopresa, ma anche una grande conferma del talento del suo regista e delle infinite potenzialità narrative e di qualità per una saga  che ha un coté letterario estremamente forte, visto che, oltre gli effetti speciali, i superpoteri, le battaglie e le belle donne, X - Men resta un racconto metaforico della diversità e della tolleranza. Un nuovo apologo sulla pace dove le differenze possono diventare un punto di forza e non di scontro. Un impegno nel presente con la consapevolezza che le cose possono cambiare e il futuro (e talora anche il passato...) non è ancora stato scritto e nessuno deve necessariamente accettare il proprio destino. 

Scritto da Marco Spagnoli
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