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World War Z: la guerra mondiale degli Zombie

Recensioni

20/06/2013

World War Z di Marc Forster

E' una divertente variazione sul tema del cinema legato agli Zombie quella che ci viene proposta da Marc Forster nel suo World War Z, interpretato e prodotto da un Brad Pitt in grandissima forma al fianco di un cast internazionale tra cui spicca l'ottima partecipazione del nostro Pierfrancesco Favino.

Basato sul romanzo scritto da Max, figlio di Mel Brooks, La Guerra Mondiale degli Zombie, World War Z è un film altamente spettacolare e inquietante. Una sorta di "caccia al tesoro" piena di indici contradditori e di tracce molto vaghe, intorno ad un mondo infestato dagli Zombie in cui un ex consulente delle Nazioni Unite, deve cercare di capire come e perché sia stato possibile il diffondersi di un'epidemia in grado di scatenare una vera e propria guerra mondiale tra gli Zombie e l'umanità superstite. 

E' la rabbia ad avere trasformato gli uomini in esseri così pericolosi e letali? Che cosa resta davvero dell'umanità in questi Zombie che per gran parte del film vengono chiamati in originale 'Zekes' ovvero 'Zecche'?

Un film ambientato tra Philadelphia e la Corea, tra il Galles e Gerusalemme che basa la sua storia tra emozioni forti e scatti di adrenalina, tra cinema d'azione e qualche momento di introspezione. Una pellicola divertente che pur appartendendo pienamente al cinema di genere così come era accaduto qualche anno fa con L'albra dei morti vivent di Zack Snyder, oggi regista de L'uomo d'acciaio, gioca con cliches e stereotipi del mondo degli Zombie per quello che è un film sulla fine del mondo così come l'abbiamo conosciuto fino adesso.

Un disaster movie spettacolare, in cui fortunatamente è il ragionamento a dare qualche speranza all'umanità. Un film estivo e commerciale certamente, ma anche intelligente e non consolatorio in cui il sarcasmo di un certo tipo di blockbuster americani è mitigato da un'ambientazione internazionale e dal talento del suo autore, lo svizzero Forster autore, in passato, di film molto diversi tra loro come Neverland, Il Cacciatore di Aquiloni e 007 Quantum of Solace.

Fortemente incentrato sul carisma del suo protagonista, la storia è resa più vicina a noi in quanto abbiamo dinanzi ai nostri occhi un padre che torna a fare un lavoro pericoloso, solo per proteggere il futuro della propria famiglia che difende in ogni maniera possibile. 

Momenti spettacolari si alternano a sequenze inquietanti per un film da vedere assolutamente per la sua intelligenza e per il suo essere nonostante tutto originale e più vicino allo spirito anni Settanta e Ottanta di quanto sia possibile credere inizialmente.

Il film infatti non lo dice ma allude alla possibilità che quanto accaduto sia frutto della politica o dell'insensatezza del comportamento umano nei confronti dell'ambiente e, soprattutto, della Natura. Lo spavento, poi, è puntellato da tanta ironia e da momenti particolarmente esilaranti. 

Scritto da Marco Spagnoli
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