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Wolverine: L’Ora del Lupo Solitario - Intervista a Hugh Jackman

Interviste

16/04/2009

"Wolverine è un personaggio difficile che mi ha sempre richiesto la maggiore dose di concentrazione rispetto a tutti gli altri che ho mai interpretato. Fisicamente devi allenarti molto, ma - al tempo stesso - il segreto sta nel riuscire ad interiorizzare la sua psicologia. Per me lui rappresenta una sorta di "getto di freddo", sempre pronto ad esplodere e irrompere sui suoi nemici. Al suo interno c'è sempre l'inferno e - in questo - è molto diverso da me che sono una persona più socievole e spontanea." Hugh Jackman parla così della sua 'quarta volta' da Wolverine (il film sarà nelle sale italiane il 29 aprile distribuito dalla 20th Century Fox), personaggio dei fumetti Marvel che dopo tre avventure con gli X men, 'debutta' in un film di cui è il protagonista solitario in quella che dovrebbe essere una serie di pellicole dedicate ai singoli supereroi e ai loro nemici come, la prossima incentrata sull'ambiguo Magneto interpretato da Sir Ian McKellen.  Nel cast ci sono anche Ryan Reynolds e Liev Schreiber che seguono il soldato Logan nel suo viaggio alla scoperta del proprio passato e del mistero che lo ha trasformato nel letale mutante soprannominato Wolverine.
Cosa la lega, in particolare, a Wolverine?
E' il primo personaggio importante che ho interpretato in un film ed è l'ultimo che mi sarei mai atteso di portare sullo schermo: un supereroe tratto da un fumetto in una pellicola d'azione? Un'esperienza inattesa, per un ruolo che mi ha portato molta fortuna e che sono orgoglioso di avere interpretato sul grande schermo, in quanto psicologicamente molto interessante. Il primo film che ho fatto e che ha avuto grande successo è stato X men: da lì ho tentato sempre di cimentarmi con ruoli e personaggi differenti per tornare di tanto in tanto a questo personaggio.

 

 

Scritto da ADMIN
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