questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Winding Refn tra “spaghetti western, Jodorowsky e Von Trier…”

Anteprime, DVD & Blu Ray, Interviste, Personaggi

16/12/2013

Un idolo, al punto da dedicargli un film. Questo e' Alejandro Jodorowsky per Nicolas Winding Refn. Il regista danese gli ha dedicato “Solo Dio perdona” ed in occasione dell’uscita home-video del cofanetto in edizione limitata (realizzato da IIF e distribuito da 01 Distribution) che contiene 'Drive' e 'Solo Dio Perdona', lo ha incontrato alla casa del cinema, per la gioia di numerosissimi fan.

Oggi lei incontra un grande maestro come Jodorowsky, piu' di trent'anni di differenza eppure un'affinita' che suggerisce un passaggio di testimone, cosa crede possa mostrare alle nuove generazioni?
Quello che mi piace di Jodorowsky e' che smuove le convenzioni del cinema. Siamo in un era in cui internet e' diventato più interessante del cinema, oggi i giovani si muovono con internet, pensano con internet ecc. Ecco in questo mondo Alejandro ci ricorda di come bisognerebbe fare i film... Quindi lo ricorda anche ai giovani.

Una dedica strabiliante, ce la racconta?
Sono nato molto dopo Alejandro, ma vivendo a New York conoscevo il suo mito e quando ho visto i suoi film ho capito perché è' importante fare cinema nel suo modo, perché anche a livello commerciale sono assolutamente personali, inimitabili. Fonte di ispirazione per tanti, come e' stato per me. L'arte di fare cinema combina tutte le arti, non devi necessariamente conoscerle tutte per usarle, ma una volta mescolate insieme sono meravigliose. Ecco perché amo il cinema di Jodorowsky ed ecco perché gli ho dedicato il mio film.

E lei Maestro, cosa pensa di Nicolas?
In un mondo ormai prostituito io ho trovato un artista. L'arte più grande e' il cinema che ne contiene tante altre in se. Quest'arte purtroppo oggi si è prostituita all'America, si entra in sala e si guardano solo le immagini, uscendo e più stupidi di prima. Quando ho visto il primo film di Nicolas ho visto l'arte. Oggi ci sono pochissimi artisti e tanti imitatori non tanto bravi. Ecco cosa penso di Nicolas.

Ha detto piu' volte che ama gli spaghetti western, cosa la colpisce in particolareggi quel cinema, di cui siamo maestri?
Sono talmente tanti da non poter fare uno o più titoli; 'Il grande silenzio' ha avuto un grande impatto su di me. Non fosse altro per il fatto che il protagonista e' muto, e io non amo i personaggi chiacchieroni...

Nicolas quale è il suo rapporto con il cinema di Jodorowsky?
Ho già cercato di 'rubare' il più possibile dal suo cinema. Non so bene in quale film ho rubato piu' degli altri. E' impossibile imitarono comunque fino in fondo. Il nostro rapporto e' cambiato quando abbiamo cominciato ad interagire. Stavo per girare Drive ed ero molto titubante. Sapevo che mi avrebbe incontrato a Parigi, quindi ho preso un aereo da L.A. e lui mi fece i tarocchi e mi disse che sarebbe stato un successo, avrei viaggiato con il mio film. Ecco aveva ragione. Avevo timore dei produttori americani e Jodorowsky mi disse di sorridere ai produttori di Hollywood perché tanto avrebbero dimenticato cosa mi avevano chiesto solo qualche minuto prima. Stessa cosa - piu' o meno - e' successa con 'Solo Dio perdona'... Che volete che vi dica, io ci credo...

Che tipo di approccio ha con la scrittura?
In genere parto da un'idea, da qualcosa che vorrei vedere io in prima persona. Generalmente scrivo su cartoncini, li metto insieme e cerco di capire se ha qualche significato. Solo con 'Drive' non è stato così perché partivo da un libro. Tutti abbiamo scheletri nell'armadio, a volte vogliamo che restino tali. C'è una tendenza a guardare alle cose del passato per raccontare il cinema di oggi. Io credo che la gente ti giudica tenendo conto solo di cosa pensa di te e non esattamente di ciò che sei.

C'e' un approccio di tipo religioso alle cose della vita nel suo cinema?
La realtà e' che io guardo al film come una rivista di playboy. Filmo una cosa come se osservassi il corpo di una donna. Non so cosa mi interesserà oggi ma so che lo filmerò per questo. Io vengo dalla Danimarca e per noi la religione non ha nessuna importanza. Vivo a New York e i miei genitori erano yippie. Detto questo credo però che ognuno di noi abbia un bisogno spirituale, e quindi si può trovare un aspetto religioso anche nei miei film.

Lei vive in Danimarca, cosa pensa del suo collega Von Trier? Vedrà il suo ultimo film?
Dicono che sia un nazista a cui piace la pornografia... Forse perché sta invecchiando. Non credo che vedrò il suo film. Un porno molto li go a quanto pare. La differenza tra me e lui e'che io faccio sesso mentre lui mi pare di no...

Su cosa sta lavorando in questo periodo?
Vorrei andare a Tokyo per un'idea che ho. Ma mia moglie non vuole andare a Tokyo per via dei bambini piccoli. Un giorno loe ho chiesto, dove vorresti andare? E lei a L.A., ok andiamo a Los Angeles. Il nostro terapeuta ci fa parlare di ciò che vorremmo fare e questo ci aiuta molto, non so se aiuta il mio cinema...
Io vorrei fare una fiction su Barbarella ma non so, dipende da mia moglie.

Sul serio funziona così il suo modo di lavorare?
Assolutamente si!! È siccome il tasso di divorzi nel mondo del cinema e' altissimo allora io voglio,restare con mia moglie, con cui sono stato fidanzato da 17 anni...

Ok. Ma dove sta andando il suo cinema?
Non so esattamente in che direzione sto andando, vivo a Copenhagen un posto noiosissimo, ma ottimo per i miei figli. Quindi spero di poter uscire dalla mia zona doi sicurezza per fare un film. Mi piace anche molto la TV, spero dunque di poter viaggiare presto per fare un film, sia per la TV che per il cinema. Io sono un fanatico del blue ray, credo che sia il mezzo di fruizione oggi per il cinema. Home Entertainment ormai e' tutto. Anche quando siamo a Cannes con il nostro bravo smoking in realtà siamo un pezzo di intrattenimento.
Detto questo amo il cinema in sala, solo che guardo a tutto il processo, soprattutto quello dedicato ai piu' giovani...

Scritto da Titta Digironimo
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA