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Virzi torna a graffiare raccontando la provincia a tinte noir

Anteprime, Interviste, Personaggi

19/12/2013

 

Arriverà in sala il 9 gennaio 2014 “Il capitale umano”, il nuovo film scritto e diretto da Paolo Virzì e interpretato da Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Gifuni,Valeria Golino, Luigi Lo Cascio e Fabrizio Bentivoglio. Il film come noto è basato sul thriller omonimo dello scrittore americano Stephen Amidon, ambiento però nel Nord Italia e non in Connecticut, come nell’originale. La sceneggiatura è scritta a più mani dallo stesso Virzì, Francesco Bruni e Francesco Piccolo. Paolo Virzì torna a graffiare con il suo cinema, raccontando splendore e miseria della provincia italiana. Ecco come ce ne parla il regista.

Paolo innanzitutto come si fa ad affrontare un territorio tanto distante dalla tua commedia?
Innanzitutto penso che come ho sempre avuto voglia di leggere e godere da spettatore di certa narrativa anglosassone che ha la caratteristica di non necessitare di note a margine, così possa essere al cinema.  Poi mi piaceva l'idea di fare un film italiano meticcio, un po' bastardo via...Ovvero che utilizzasse lo humour nero per tratteggiare atmosfere tese ed ad alto contenuto di mistero.

Che capitalismo hai tratteggiato?
Non tanto il berlusconismo, o meglio non solo quello, parlo di un certo mondo benestante senza futuro, senza lavoro. Non è solo un incontro tra un immobiliari sta ed un finanziere, che poi secondo me son quelli che hanno rovinato l'Italia.

Si riuscirà ad entrare in sintonia con i tuoi personaggi, si riuscirà ad amarli?
Amarli mai, se mai si potrà provare compassione, empatia per loro. Probabilmente perché chiunque di noi ne conosce alcuni nella propria cerca amicale oppure famigliare, anche se non ci sarebbe da augurarselo.

Nemmeno per i più giovani dei tuoi protagonisti?
Loro senza dubbio pagano il prezzo più alto di questo ambaradan. Non sono poi così esenti da colpe a loro volta, tuttavia sono le vittime designate di genitori, parenti ecc. In generale di un sistema complesso e malato. Forse per loro vale il discorso della simpatia umana.

Anche a livello visivo di messa in scena si torna alle tue prime immagini, ai primi film e' un caso?
Assolutamente no, ma non chiederai di fare l'esegesi dei miei film anche perché se no farei come Maradona che parla di se in tua persona...
Comunque in generale mi fa piacere fare sempre qualcosa di diverso; la cosa che mi ha colpito e' che quando ho scritto a Stephen Amidon, io mi sono presentato per filo e per segno dicendo 'sono un regista italiano... Vorrei fare un film sul tuo bellissimo romanzo...' e lui mi ha risposto: 'certo, e io so perché perché il mio protagonista e' senza dubbio lontano parente del tuo Iacoboni, io ho visto il tuo Caterina in The big city'. Ovvero, mi ha fatto notare che c'era un punto di contatto con un mio vecchio film, sono soddisfazioni. Si vuole sempre cambiar pagina ma alla fine si resta nel solco per tornare alla tua domanda.

Hai messo su un cast di registi attori tutto rispetto, chi te lo ha fatto fare?
Hai visto? Tutti registi, tra l'altro. Valeria Bruni Tedeschi già da un po', ma anche gli esordienti Bentivoglio, Lo Cascio e Golino son gente fortissima, che non puoi imbrogliare facilmente. Credo anzi che se un minimo di risultato ci salta fuori sarà per qualche consiglio che loro hanno dato a me e non certo viceversa... Avevo un grande stimolo via...

Continuerai sul genere noir?
Mah, chi sa. Sarà il pubblico ad indicar i la strada. In ogni caso insisto sul fatto che questo mio film e' molto più pieno di umorismo -nerissimo beninteso- di quello che sembri se si pensa al testo letterario. Sta qui l'operazione difficile ma affascinante che ho tentato.

Perché non lo hai presentato a qualche festival?
E chi te lo dice che non lo presenterò a qualche festival.... (Ride e ci saluta, sornione come sempre.... Ndr).

 

Scritto da Titta Digironimo
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