Esce, finalmente, anche in Italia il film giapponese che nel 2008 ha vinto quell’Oscar per il Miglior film straniero che, idealmente, nei cuori dei cinefili italiani (e non solo…) era ‘destinato’ a Gomorra di Matteo Garrone.
Del resto Departures è una pellicola all’opposto rispetto alla pellicola prodotta dalla Fandango tratta dal libro di Roberto Saviano. Il film, infatti, è il racconto del ritorno a casa di un violoncellista disoccupato che nella sua nuova insolita professione ritrova il senso della vita. Un po’ Six Feet Under, un po’ commedia dalla vocazione esistenziale, il film è illuminato da una fotografia affascinante e funziona, nonostante alcune situazioni di gusto tipicamente ‘nipponico’ lascino perplesso lo spettatore occidentale.




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